Alla riscoperta di “Trieste Waterfront”: la città vista dal Porto vecchio e nuovo

In programma eventi per tutta l’estate nel nuovo progetto promosso da Bonawentura che coinvolge anche Monfalcone

TRIESTE Se per la sua posizione e la sua storia Trieste si identifica da sempre col mare, da città mercantile ed emporiale il suo destino non può essere separato dalle vicende del porto. Ripercorrere i passaggi dello scalo nord-adriatico è come leggere la storia di Trieste e in occasione dell’importante anniversario dei trecento anni dell’attività portuale cittadina nasce un progetto che vuole coniugare l’aspetto culturale e artistico con la divulgazione e l’offerta turistica. “Trieste Waterfront – Il Porto dal nuovo al vecchio” è il nome dell’evento che tra agosto e ottobre racconterà il porto di Trieste e quello di Monfalcone evidenziando la posizione delle realtà dell’Alto Adriatico nel panorama geopolitico del passato e del presente ma anche del futuro: la storia degli scali e la loro attuale vivacità fornisce un patrimonio pressoché inesauribile di vicende marinare e aneddotiche, con spunti che toccano l’architettura e l’urbanistica, come il teatro e la poesia. Il progetto partito da Bonawentura ha intercettato il contributo della Regione e di Turismo Fvg e la collaborazione del Comune di Trieste, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Porti di Trieste e Monfalcone, dell’Università di Trieste, di Stazione Rogers, della Coop Alleanza 3.0 e del Bbc di Staranzano.

L’obiettivo è creare situazioni spettacolari e narrative attraverso originali percorsi esperienziali che mescolano linguaggi, interlocutori e mezzi.

Il primo appuntamento è previsto per il 9 e 10 agosto alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 in Porto Vecchio dove sarà presentato lo spettacolo “Waterfront – Storie di uomini, di porti e di città” scritto da Stefano Dongetti, interpretato da Giustina Testa e Maurizio Zacchigna per la regia di Sabrina Morena e il supporto videodesign di Antonio Giacomin. Uno spettacolo multimediale che grazie agli occhi della telecamera, con l’uso della tecnica di ripresa a trecentosessanta gradi, permette allo spettatore di entrare nel vivo dell’odierna attività del Porto Nuovo potendo esplorare i più recenti progetti di ampliamento come la piattaforma logistica, il Molo VIII e l’estensione del Porto di Monfalcone.

Alle suggestive proiezioni del Porto Nuovo si alternano filmati inediti dell’archivio 

di Paolo Venier, incentrati sulle attività portuali dagli anni Venti agli anni Sessanta dello scorso secolo, e della Cineteca di Gemona, e fotografie provenienti dall’Autorità portuale e dalla Fototeca del Comune di Trieste. Il risultato è un’immersione negli eventi fondamentali avvenuti lungo i trecento anni di storia della nostra portualità mentre lo spettatore rivive, attraverso un racconto a due voci, l’evoluzione della città e le storie dei lavoratori e dei personaggi che hanno fatto grande Trieste e il suo porto.

Ieri alla Stazione Rogers è stato l’architetto Giovanni Fraziano, ordinario di progettazione architettonica e urbanistica, a fare gli onori di casa: lui e Laura Forcessini coordinano gli appuntamenti. L’assessore alla Cultura, Sport, Turismo e Eventi del Comune Giorgio Rossi ha sottolineato come sia il Ministero ai Beni Culturali e non quello delle Infrastrutture a sostenere gli investimenti per il Porto Vecchio, con la finalità precisa di rendere il prezioso spazio triestino un grande attrattore culturale di livello internazionale. Il segretario generale dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale Vittorio Torbianelli ha lodato le iniziative che aiutano a capire un posto di lavoro come il porto che molti cittadini non conoscono e che svela spazi misteriosi che diventano luoghi spettacolari.

Per Enzo D’Antona, presidente di Bonawentura, il ruolo del Teatro Miela in questo caso è quello di un attore civile che si inserisce nella vita della città raccontando momenti importanti per la società come succede in altre città impegnate a riqualificare i loro lungomare, come Genova, Bari, Reggio Calabria e Salerno. La regista Sabrina Morena ha ricordato quanto il progetto sia legato al turismo e permetta un’esperienza multimediale e immersiva nella secolare storia del porto: nell’impossibilità di portare il pubblico in un magazzino vero e proprio, lo spettacolo avverrà comunque nella nuova Sala Luttazzi situata all’interno del Magazzino 26 del Porto Vecchio. Al videodesigner Antonio Giacomin, esperto di realtà virtuale, il compito di restituire le attività del porto attraverso la tecnologia con un risultato visivo che mostrerà i container che vengono scaricati e i treni in azione, e sonoro con i rumori di allarmi, motori e gru a fornire un realistico sottofondo. Nico Costa, consigliere di amministrazione di Coop Alleanza 3.0, ha concluso lodando un’operazione complessa che si focalizza sul lavoro, sulla storia e sul futuro con un approccio diverso e moderno ai temi dello sviluppo di Trieste.

Di Waterfront, cioè di porzioni di territorio a contatto con l’acqua, oggi si discute moltissimo e il dibattito coinvolge ambiti urbani e rurali, le città, i paesi costieri e tutti i territori che confinano con mare, fiumi e canali. Il concetto ruota attorno a quella fascia di territorio dove si incontrano identità diverse come la terraferma e l’acqua e considera quest’ultima come sede di risorse ma anche di potenziali minacce.

Nello spettacolo previsto per agosto ritroveremo episodi come la concessione del regime di porto franco, le riforme di Maria Teresa d’Austria, l’apertura del canale di Suez così legata a Trieste, il concetto di “crogiuolo di razze” commerciale, imprenditoriale e marinaro che ha fatto la storia dei commerci e della navigazione del nostro territorio. La narrazione, per immagini e parole, alterna momenti avvincenti a scene divertenti, a cavallo tra il passato e il presente. —

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