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Daniele Silvestri a Tolmezzo con il suo “Tourbinario” per Giulio Regeni: «Una battaglia per la verità»

Prima del concerto la presentazione di “Giulio fa cose” con i genitori, Alessandra Ballerini e Pierluigi Di Piazza

TRIESTE «Tra le varie battaglie che mi è capitato di affiancare, quelle in cui al centro di tutto c’è la parola verità sono le battaglie a cui ci si lega per sempre. Così è successo con le agende rosse di Borsellino e così succede con la famiglia Regeni». La sera del 31 luglio Daniele Silvestri porterà a Pra’ Castello, a Tolmezzo, il suo particolare “Tourbinario”, ma prima della musica il palco sarà dedicato, ancora una volta, alla ricerca di una verità per Giulio Regeni. Alle 17.30 i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme alla loro legale Alessandra Ballerini, presenteranno il libro “Giulio fa cose”.

A moderare l'incontro, anteprima del festival vicino/lontano Mont, al quale interverranno anche Pierluigi Di Piazza e lo stesso Silvestri, sarà Paola Colombo, presidente di vicino/lontano. Lo scoccare del “la” è previsto invece alle 18, con l’artista romano che si esibirà in un concerto da assaporare seduti sul prato che domina la cittadina carnica, organizzato da MusiCarnia/Euritmica con la collaborazione di Comune di Tolmezzo, Carnix Project e Associazione culturale vicino/lontano (biglietti per l’evento disponibili su Ticketone e dalle 16 in biglietteria ai piedi di Pra’ Castello).


Il nome “Tourbinario” evoca diverse sensazioni.

«Chi cita il titolo di questo tour tende giustamente a porre l’accento sulla parola “binario” come sostantivo. Si pensa così subito ai binari di un treno, e non è sbagliato. In fondo raccontare un tour come un viaggio è sempre azzeccato, sia perché si percorrono molti chilometri, sia perché un concerto è di per sé un viaggio. C’è però anche una spiegazione meno evidente, dove la parola “binario” rileva come aggettivo, nel senso cioè di qualcosa che procede accoppiato. In questo concerto infatti suoniamo sempre in quattro o in due. E poi c’è un terzo livello, che consiste nell’unire le parole. Non è un caso che “Tourbinario” sia tutto attaccato. Si tratta di un turbinare di cose che si susseguono, di emozioni, che raccontano il periodo che stiamo vivendo, anche nel rapporto con la musica dal vivo. E Tourbinario per me alla fine diventa quasi un luogo da dove è possibile osservare il turbinare delle cose».

In un viaggio artistico così longevo, ci sono stati dei momenti alla “sliding doors”?

«La risposta qui potrebbe non avere fine, ci si infila infatti a ragionare su quei momenti in cui una direzione presa o non presa possono averti cambiato la vita. È un tema molto interessante da un punto di vista cinematografico e filosofico, però poi nella vita reale la realtà è che le vere sliding doors sono quelle di cui non abbiamo la minima percezione. E questa credo sia anche una fortuna».

A Tolmezzo ci saranno anche i genitori di Giulio Regeni.

«Paola e Claudio Regeni sono due persone meravigliose, non è la prima volta che mi capita di salire con loro su un palco. La loro storia insegna anche che bisogna sempre mantenere alta l’attenzione. E in questo senso, oltre ad essere un onore e un piacere stare con loro, credo sia un dovere ricordare che c’è ancora una battaglia da portare avanti». —




 

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