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Si riapre a Trieste “La porta rossa” In agosto il set con la nuova regia

Le riprese della terza stagione vedono il ritorno di Lino Guanciale e Gabriella Pession. Alla direzione Giampaolo Tescari al posto di Carmine Elia

Elisa Grando
2 minuti di lettura

Lino Guanciale ne “La porta rossa”

 

Mancano meno di due mesi al ritorno a Trieste della troupe e del cast de “La porta rossa”, la serie cult di RaiDue che dal 2017 porta il capoluogo giuliano sugli schermi di tutto il mondo e ha consacrato definitivamente la popolarità di Lino Guanciale nei panni del commissario fantasma Leonardo Cagliostro. Le riprese della terza, attesissima stagione cominceranno in città il 30 agosto, per sedici settimane, e vedranno il ritorno anche di Gabriella Pession nel ruolo del magistrato Anna Mayer, la moglie di Cagliostro. C’è però una novità importante: il regista non sarà più Carmine Elia, che aveva diretto le prime due stagioni, ma Gianpaolo Tescari, che in questi giorni è tornato a Trieste per proseguire il lavoro preliminare sui sopralluoghi, supportato dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission, insieme alla scenografa Monica Vittucci. Tescari, già regista di “La squadra” e “Nebbie e delitti”, conosce Trieste: nel 2004 aveva girato in città il suo lungometraggio “Gli occhi dell’altro”, la storia di un olandese professore di Fisica e di sua moglie, ballerina e coreografa, interpretata da Lucrezia Lante della Rovere, scombussolati dall’arrivo di un profugo curdo vecchio amico di lei. La sceneggiatura di “La porta rossa”, invece, continua ad essere guidata dallo stesso gruppo di sceneggiatori formato da Sofia Assirelli, Giampiero Rigosi, Carlo Lucarelli e Davide Orsini, da un’idea dello stesso Lucarelli.   Qualche novità ci sarà anche sul fronte delle location: l’ex palazzo delle Ferrovie dello Stato in Piazza Vittorio Veneto, che fin qui è stato utilizzato per ambientare la Questura, è stato acquistato qualche mese fa da investitori austriaci e diventerà un albergo. La nuova Questura dovrebbe dunque diventare Palazzo Carciotti, sia per gli esterni che per gli interni: un cambio di immagine netto che non può passare inosservato, e che quindi verrà inserito nella sceneggiatura come cambio di sede dei poliziotti triestini anche all’interno della trama di finzione. Il Porto Vecchio continuerà ad essere il luogo iconico di Cagliostro, ma senza l’Ursus, attualmente in restauro: un possibile luogo sostituto, dal quale Cagliostro possa osservare dall’alto la città, non è ancora stato individuato. Confermate invece tutte le location delle abitazioni private, come la casa di Anna in via Belpoggio e quella di Vanessa a Melara, più il rifugio di Filip (Pierpaolo Spollon) al Bagno Ferroviario.  Tescari e gli sceneggiatori affrontano un compito delicato: portare a termine una serie amatissima, vista in più di 130 paesi grazie alla vendita alla piattaforma internazionale di Canal+. La terza stagione sarà certamente quella conclusiva nella quale forse il commissario Cagliostro, incastrato in forma di spirito tra il mondo dei vivi e dei morti, varcherà la celebre “porta rossa” e potrà finalmente trovare riposo. Oppure no? Gli sceneggiatori ci hanno abituati alle sorprese. L’ultima, in chiusura della seconda stagione, riguarda la medium Vanessa, interpretata da Valentina Romani, in viaggio verso l’estero con il misterioso Federico (Carmine Recano) che vuole ingannarla. Di certo le nuove puntate seguiranno anche il loro percorso oltre confine, in Slovenia, rivelandoci in quale guaio si è cacciata Vanessa.

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