Contenuto riservato agli abbonati

Iacolutti e i calciatori della Marangoni 105 nelle immagini un lungo progetto d’inclusione

Una squadra nata in una residenza psichiatrica e composta da pazienti, operatori, amici: le foto a Trieste Contemporanea

TRIESTE. Il calcio ha di nuovo riempito la nostra estate con i maxi schermi dei locali che richiamano appassionati e turisti a seguire le partite del campionato europeo, condite dal calore dei tifosi ritornati sugli spalti. I numeri sulle maglie dei calciatori sono uno degli elementi tipici di questo rito televisivo ma se una squadra intera indossasse una maglietta con lo stesso numero? Immaginiamo tutti i giocatori che vestono il numero quattordici di Johan Cruijff, leggendario giocatore dell’Ajax, tra gli inventori più emblematici del calcio totale.

È questa una delle fotografie della mostra “I don't care (about football)” dell'artista udinese Giulia Iacolutti che, organizzata da Trieste Contemporanea, inaugura venerdì allo Studio Tommaseo. Le divise immortalate nelle immagini, tutte identiche, simboleggiano non solo una forma di stare sul campo e uno stile di gioco, ma un pensiero più ampio e critico rispetto alle identità rigide, un pensiero che confida sulla possibilità di assumere e cambiare ruolo nel campo e nella società. Tutto questo viene illustrato all’apertura dalla stessa artista: la mostra nasce come progetto artistico-partecipativo che coinvolge le giocatrici e i giocatori della Marangoni 105, squadra di calcio nata nel 2011 all’interno di una residenza psichiatrica di Udine gestita dalla Cooperativa Duemilauno Agenzia Sociale.

Il titolo dell’evento “Non mi importa (il calcio)” è ispirato dalle parole di una ragazza della comunità e suggerisce come il gioco non sia fine a se stesso ma una pratica di inclusione e integrazione sociale dal momento che la squadra è composta da persone con disturbi psichiatrici insieme a operatori e sostenitori. La ricerca visiva di Giulia Iacolutti sull’esperienza della Marangoni 105 è composta da tre anni di documentazione fotografica, incontri, allenamenti, sedute di stretching guidate dall’artista stessa, interviste, esercizi di scrittura, collage: un work in progress che genera incessanti riflessioni da tradurre in immagine e che vede i soggetti attivamente coinvolti nel processo creativo e soprattutto nella definizione e realizzazione dell’opera.

Spiega Giuliana Carbi, presidente di Trieste Contemporanea: «Credo che Giulia sia una degli artisti italiani più brillanti della sua generazione e sono felice che, vivendo fin da giovanissima a Udine, la nostra regione l’abbia per così dire guadagnata nella sua sparuta scuderia. Trieste Contemporanea ha presentato due anni fa anche “Casa Azul”, il suo lavoro immediatamente precedente, nella collettiva internazionale “La ricerca dell’identità (al tempo del selfie)” e sono felice di annunciare in anteprima che la mostra sarà in settembre in tour europeo in Lituania: anche all’Accademia di Belle Arti di Vilnius si potrà dunque ammirare questo suo denso progetto socio-visuale sulla storia di cinque donne trans detenute in un carcere maschile di Città del Messico. Il carnet di appuntamenti si fa molto fitto e di tutto rispetto. Consiglio in novembre una visita alla sua personale al Pac di Milano».

Nel lavoro in mostra a Trieste l’atto di osservare e ritagliare delle fotografie seguendo i confini del proprio corpo diventerà parte del processo di autodeterminazione. L’oggetto d’arte si trasforma così in un luogo di dialogo in cui è la scoperta dell’altro e del sé ad assumere centralità: il ritaglio mostra il vuoto e il pieno nel loro legame. La negazione presente nel titolo rappresenta allora la convivenza tra il bisogno di appartenere e il disagio di appartenere. Attraverso le sagome ritagliate dei corpi diventa più facile indagare in quel “non”, in quella difficoltà che è tratto comune dell’esistenza e che dovremmo rielaborare, rivedere, decifrare.

“I don’t care (about football)” è uno dei progetti vincitori di Controtempo della cooperativa milanese Codici Ricerca e Intervento e una parte del progetto è esposto a Mufoco, Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

Video del giorno

Trieste, manifestazione contro il green pass in piazza della Borsa

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi