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Sessant'anni fa Il Piccolo Sera raccontò la vittoria del “Russo in orbita”

Il 12 aprile del 1961 l’Unione Sovietica realizzò il sogno del viaggio siderale intorno alla Terra con Gagarin. Ecco il racconto dei giornali dell'epoca

TRIESTE In qualche modo l’immaginario di tutti era già pronto a ricevere la notizia che il primo astronauta della storia era tornato sano e salvo con piedi sulla Terra. Da quando era iniziata, con il sacrificio della cagnetta Laika sullo Sputnik, primo essere vivente nello spazio - e che nello spazio aveva lasciato la vita - la corsa per conquistare le stelle era entrata a far parte dell’orizzonte quotidiano collettivo. Ma quando i giornali di tutto il mondo riportarono a titoli cubitali la notizia della missione compiuta, fu come se un futuro fantascientifico fosse ora a portata di mano.



In quell’aprile 1961 già turbolento e segnato dalla Guerra fredda, politica e tecnologia si intrecciarono e attraversarono in parallelo notizie e resoconti stampati sui quotidiani da un parallelo all’altro del mondo. “Russo in orbita” titolò il “Piccolo Sera”, annunciando nell’occhiello l’“Impresa memorabile della tecnica sovietica”. Citando ampiamente la Tass, l’agenzia di stampa sovietica, il Piccolo Sera nelle Ultime Notizie diede ragguagli tecnici puntuali, riportando la cronaca del volo: «L’osservazione delle condizioni fisiche del cosmonauta - cita il Piccolo - viene effettuata mediante un sistema radiotelemetrico e un sistema televisivo». «Il pilota Gagarin - prosegue l’articolo - ha sopportato in modo soddisfacente il periodo d’ingresso in orbita della nave spaziale “Vostok” e attualmente si sente bene. I sistemi che assicurano le necessarie condizioni vitali nella cabina della nave spaziale satellite funzionano normalmente”.

E ancora: «Il pilota spaziale che ha superato senza inconvenienti la separazione del proprio peso, con abolizione del “sotto” e “sopra” e possibilità di levitazione nell’ambiente - a prescindere dagli indispensabili ancoraggi della sua persona - non ha riportato a suo dire la minima contusione».

I triestini quel giorno di sessant’anni fa lessero sul giornale anche ciò che avrebbero commentato a lungo, come a lungo sarebbe stato commentato nel mondo: «Senza dubbio - scrisse l’anonimo articolista - questa impresa sovietica mette gli Stati Uniti in grave svantaggio, agli occhi del mondo. Come è noto, gli scienziati americani da tempo preparano il volo spaziale umano, ma i russi li hanno preceduti. Inutile dire che appena la notizia si è diffusa, i corrispondenti stranieri a Mosca hanno preso d’assalto telefoni e telegrafi».

E tutti i quotidiani del mondo riportarono il successo dei sovietici, ma con molteplici sfumature. Gli Stati Uniti abbozzarono (come riferisce il Piccolo, il direttore della Nasa, James. E. Webb, parlò di “splendida realizzazione”), ma il quotidiano di Saint Peterburg, in Florida, l’Evening Independent, titolò malignamente “I rossi ci hanno battuto nello spazio”, senza tralasciare truci ironie all’indirizzo di Gagarin. Il giornale turco Cumhuriyet fece un vistoso fotoritocco al ritratto di Gagarin, mentre il Pallauer Neue Prelle, quotidiano della Germania Ovest, a differenza dei quotidiani tedeschi socialisti della Germania Est, obbedienti alla propaganda ufficiale, si prodigò in una serie di ragionamenti su come il volo nello spazio avrebbe influenzato l'opposizione politica tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica.

Tornando al Piccolo Sera del 12 aprile 1961, il giornale non mancò di forzare sull’immaginazione per cercare di dare senso concreto ai lettori di cosa poteva aver provato il cosmonauta: «Gagarin è andato cadendo in sostanza, durante il suo viaggio spaziale, lungo una linea circolare: come se la gravità si fosse per lui curvata o come se lo spazio fosse diventato sferico. Ma egli ovviamente deve aver avuto il senso della perfetta immobilità una volta inseritosi nell’orbita». —


 

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