Trieste, il mondo del teatro piange il regista Mario Uršič

Mario Ursic

Si è spento a 82 anni dopo una breve malattia. Tra gli anni ’70 e ’90 ha firmato oltre cinquanta regie al Teatro Stabile Sloveno di Trieste, nel 2011 ha vinto il premio transfrontaliero alla carriera Tantadruj, assegnato a personaggi che hanno fatto la storia dei teatri del litorale.

TRIESTE Tra gli anni ’70 e ’90 ha firmato oltre cinquanta regie al Teatro Stabile Sloveno di Trieste, nel 2011 ha vinto il premio transfrontaliero alla carriera Tantadruj, assegnato a personaggi che hanno fatto la storia dei teatri del litorale. Dieci anni dopo, dopo una breve malattia, il regista Mario Uršič ha chiuso il sipario di una vita dedicata alla passione per l'arte teatrale.

Nato a Trieste il 24 dicembre del 1939, si è formato all'Accademia d'arte drammatica di Ljubljana sotto la guida di Jože Babič. Ha lavorato in diversi teatri sloveni, al Dramma di Fiume, ma è stato legato soprattutto al teatro sloveno della sua città. Per la sua attività ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali il premio del festival Borštnik nel 1988 e due premi del Fondo Prešeren che costituiscono il maggiore riconoscimento per meriti artistici nel campo del teatro di prosa in Slovenia.

Negli anni Ottanta è stato anche direttore artistico del teatro di Nova Gorica, invitandovi lo scrittore Fulvio Tomizza, del quale ha fatto mettere in scena il testo "L'Idealista" (dal romanzo di Ivan Cankar Martin Kačur).

Nell'ambiente teatrale sloveno è sempre stata evidenziata nelle sue creazioni una nota mediterranea, data dalla vivacità dell’impronta registica, ma anche dalle scelte drammaturgiche, dall’amore per Pirandello alla comicità di Aldo Nicolai ed Ettore Petrolini (del quale nel 1985 mette in scena Chicchignola, con le musiche di Giampaolo Coral).

Nella motivazione del premio alla carriera è stato definito come un artista che con “profonda sensibilità, cultura e acutezza autoriale« ha colto lo spirito del territorio e »ha così nobilitato l'immagine della realtà teatrale da entrambe le parti dell'ex confine sloveno occidentale.« A teatro ha incontrato anche la sua compagna di vita, l'attrice triestina Miranda Caharija, protagonista di molti dei suoi spettacoli, tra i quali ricordava con particolare affetto quelli nei quali ha potuto valorizzare l'intensità delle sue interpretazioni: La rosa tatuata di Tennessee Williams e Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, spettacolo realizzato nel 1997 in collaborazione con l'Unione dei Circoli Culturali Sloveni e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e andato in tournée in Argentina.

Nel 1989 inizia una collaborazione con Claudio Misculin, prima nell’allestimento dello spettacolo Männersache/ Robe de omini/ Moška stvar di Franz Xaver Kroetz, poi invitandolo a recitare nella fortunata produzione del TSS Ognuno di Hugo von Hofmannsthal. Portare il teatro tra la gente, anche fuori dalle sale, è stato il suo impegno nelle molte produzioni che ha creato per le stagioni estive nella piazza di Santa Croce, esperienza che lui stesso aveva definito una “lezione di vita, cultura, collaborazione”.

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