Il festival dei Milleocchi cambia rotta e guarda all’Europa dei giovani cinefili

La storica rassegna triestina passa dalle mani di Sergio Grmek Germani a Cecilia Ermini e Stefano Miraglia  

la rassegna



Una reinvenzione artistica, è stata definita. È così che per un traguardo importante come sarà l'edizione numero venti, annunciata dal 17 al 23 settembre a Trieste, i Mille Occhi si affideranno per la prima volta a una nuova direzione, co-condotta da Cecilia Ermini e da Stefano Miraglia. Da sempre al timone del Festival internazionale del cinema e delle arti, suo creatore dal segno inconfondibile per lo spirito audace che lo ha guidato verso scelte innovative ma sempre coerenti, Sergio Grmek Germani fa un passo indietro. «Nelle sue 19 edizioni precedenti - spiega - il festival ha intercettato la collaborazione di alcune delle persone a mio avviso più capaci di capire il cinema a livello internazionale, e di capire quali siano le scoperte importanti, sia nel cinema del passato che in quello del presente. Tra queste è stata particolarmente assidua ed efficace quella di Cecilia Ermini e Stefano Miraglia: abbiamo quindi valutato, insieme agli altri collaboratori, di affidare a loro la direzione artistica di quest'edizione “anniversaria”».

«Mi auguro che venga fuori con sempre più evidenza il carattere plurale del festival - annota Grmek Germani -. È stato spesso sottolineato negli anni che fosse un festival mio: non lo rinnego ma ritengo fosse anche mio, perché riusciva a coinvolgere anche altre energie. Oggi è promettente affidare l'edizione a due di quelle persone che più hanno contribuito a rendere il festival interessante. Mi aspetto che lungi dal perdere per strada qualcosa, lo rilanci».

«La prima volta che ho partecipato ai Mille Occhi era in qualità di inviata per il Manifesto: fu un immediato colpo di fulmine» racconta Cecilia Ermini, critica cinematografica e programmer con base a Milano. «Ho sentito di condividere una sorta di lotta, di battaglia, per cancellare confini e proporre un cinema senza restrizioni cronologiche, stilistiche, geografiche. Mi ha colpito questo guardare in tutte le direzioni del cinema e ho condiviso con Grmek Germani sia la necessità di far rivivere al tempo presente determinati autori del passato sia il far dialogare i programmi tra di loro. Il fatto di saper far dialogare riscoperte e rivelazioni è quello che mi ha fatto innamorare: questa sarà una costante nella nostra nuova direzione artistica».

«Con Stefano c'è una simbiosi quasi totale - continua la co-direttrice, cinque anni ai Mille Occhi da collaboratrice - una chimica che si è creata fin da subito nella collaborazione su Ellis Donda. Qualche novità? Quest'anno alcune delle partnership, oltre che nell'area Balcani come da tradizione, saranno fatte con Spagna e Francia, in modo da diffondere e far conoscere i Mille Occhi in Paesi messi in secondo piano rispetto alla prossimità dei Balcani. Questi partner avranno una parte attiva nel programma non solo a Trieste ma riproporranno poi, nei rispettivi luoghi di cinema, quanto da noi fatto».

«Il formato dei Mille Occhi è particolare, difficile da riassumere - aggiunge Stefano Miraglia, cineasta e curatore italo-spagnolo che vive a Parigi - una sorta di bilanciamento tra cinema di patrimonio, di riscoperta, e un cinema contemporaneo alternativo, poco mostrato. Questa linea è importante da mantenere, ma anche da rendere più intelligibile, e poi da reinterpretare: il panorama dei festival europei è cambiato molto in questi ultimi dieci anni, e tante delle manifestazioni che erano partite con proposte più standard si sono poi accostate alla linea più d'avanguardia dei Mille Occhi, mostrando sempre di più film alternativi e d'artista».

«Quando diciamo - continua - che vogliamo mettere il festival nella mappa delle manifestazioni cinematografiche europee significa portare a Trieste non solo professionisti e addetti ai lavori ma anche nuovi cinefili, studenti, giovani. E questo aggiungendo al festival una dimensione pedagogica: incrementeremo gli incontri tra cineasti e pubblico, cosa che ai Mille Occhi già si faceva, ma questa volta saranno più mirati a un pubblico di giovani che vuole imparare. Una novità sarà la proposta di seminari e atelier pratici aperti al pubblico. Non vogliamo solo invitarvi a vedere dei film: l'esperienza del cinema è molto più ampia, dal reale al fantastico, ma anche dall'apprendimento al lavoro». —



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