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Quando digiunare era una pratica di santità i gesuiti sgarravano con ghiottonerie e tabacco

Un monaco in preghiera e digiuno

Claudio Ferlan pubblica per il Mulino “Venerdì pesce”, un saggio sul significato dell’astinenza e le sue trasformazioni, nel corso dei secoli 

TRIESTE Una volta si digiunava per arrivare a Dio, adesso si digiuna per superare la prova costume. Prima di sollevare alti lai contro un abominevole contemporaneo fasciato di esteriorità, bisognerebbe capire quale dei due obiettivi sia più alla portata. E forse avremmo delle sorprese. Dopotutto un dio tascabile lo si trova facilmente oggigiorno, lo si vede nel fiorire di religioni patchwork, che mettono assieme elementi di svariate tradizioni religiose e movimenti esoterici e spirituali per creare una propria fede individuale.

La perdita dei chili di troppo è invece, sottoposti come siamo a un fuoco di fila di proposte culinarie, cuochi d’assalto (anche volgarmente incazzosi) e ricette che col proposito di tornare all’eden perduto dei sughi della nonna innalzano pericolosamente i...

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