Al bagno Amadi, nella spiaggetta sotto Servola nacque l’amicizia tra Umberto, Giorgio e Virgilio

“Saba e Giotti al bagno Amadi” di Susanna Tosatti. Triestina, vive a Milano e sogna la val Rosandra. Ha scritto e illustrato un libro per bambini intitolato “Marta e gli uccellini”.

In via Svevo, dove oggi c’è uno spiazzo di cemento invaso dalle erbacce, si tuffavano Saba, Fano e Giotti

TRIESTE  Quando si conoscono, nell’estate del 1898, sono ancora adolescenti. Due diventeranno grandi poeti, il terzo si occuperà di filosofia. Tra fortune e sfortune, tragedie personali e glorie postume, resteranno amici per anni. L’incontro avviene sulla spiaggia del bagno Amadi, a Valle Parietto piccolo, sotto Servola, un luogo che pochi anni dopo sarà cancellato dalle nuove industrie che stanno sorgendo intorno alla Ferriera. Umberto Saba ha quindici anni e un temperamento malinconico, gli piace passeggiare per conto suo nelle parti più solitarie delle rive.

Giorgio Fano e Virgilio Giotti hanno due anni di meno. Fano ha una testa in perenne ebollizione, passa da un ragionamento all’altro e detesta la scuola. Giotti è affascinato dai cantieri, gli piace annusare l’odore del catrame e del legno e va ad assistere al varo delle navi. Quando arriva l’estate i tre ragazzi sentono il richiamo del sole, prendono il tram a cavalli, attraversano la città e vanno al bagno. Alla fine dell’Ottocento a Trieste ci sono molti stabilimenti balneari; hanno cominciato a diffondersi intorno agli anni Trenta, sono strutture galleggianti, in legno, cui si accede con una passerella. Il bagno Amadi era un po’ lontano, ma non c’è la ressa del centro e forse costa anche di meno. Si trovava in quella che oggi è via Svevo, di fronte all’omonimo bar. Una di quelle targhe che in giro per la città abbinano le biografie ai luoghi menziona il bagno e l’incontro dei tre amici.

A guardare oggi oltre il cancello arrugginito che chiude uno spiazzo in cemento, invaso dalle erbacce, i binari della ferrovia a pochi metri e sopra la testa i piloni della superstrada, è impossibile immaginare che proprio là si apriva una spiaggia. Eppure il posto era incantevole, quadri e incisioni dell’epoca mostrano una insenatura, la collina di Servola punteggiata di orti, la chiesa, poche case, una natura rigogliosa ad avvolgere tutto. Il tratto da Campo Marzio a Valle Parietto godeva di un microclima che faceva prosperare una flora di stampo mediterraneo.

Il naturalista Marchesetti arrivò a contare oltre seicento specie; nell’aria si spandevano odori di menta, rosmarino e salvia, fiorivano pruni, lauri, pini d’Aleppo, nelle acque si pescavano ostriche, ottime da mangiare assieme al pane servolano nelle trattorie del borgo. Alle spalle dello stabilimento c’era villa Veneziani, e poteva capitare di vedere, a passeggio col cagnolino Bibì, Olga Moravia, la suocera di Svevo; e forse lo stesso scrittore sarà andato a fare un toc al bagno Amadi, con il costume a righe orizzontali e la paglietta. Le giornate dei tre amici correvano piene di sole.

Nella poesia ‘Fanciulli al bagno’ Saba ricorderà quelle mattine d’estate che “offrono tanti e vari piaceri” come tuffarsi a testa in giù ‘dall’alta trave’, o sollevare con le mani schizzi d’acqua fino a stancarsi e poi “lungo e dorato” stendersi al sole. Saba è un ragazzetto magro, per rinvigorirlo la mamma gli fa bere l’olio di fegato di merluzzo, e le ore passate al sole a nuotare non possono che giovargli. Il sodalizio dei tre amici durerà anni e intreccerà con più giri le loro vite. Fano e Saba compreranno insieme la libreria antiquaria di via San Nicolò e Fano presenterà a Saba una cugina, Lina, che diventerà la moglie del poeta. Giorgio Fano da parte sua sposerà in prime nozze Maria, una delle sorelle di Giotti. Saba e Giotti assieme daranno vita alla più affascinante private press del ’900 italiano: per Saba, Giotti disegnerà la copertina del catalogo della libreria antiquaria e il prototipo delle raccolte sabiane ‘Cose leggere e vaganti’, ‘I prigioni’ e ‘L’autobiografia’. Questo accadeva tra il 1919 e il 1932, i tre erano ormai adulti e il bagno Amadi scomparso da decenni, il suo posto preso da una fabbrica di oli vegetali che dopo la Prima guerra sarebbe stata acquistata dalla Gaslini. — © RIPRODUZIONE RISERVATA

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