Contenuto riservato agli abbonati

La triestina Lara Komar: "Ecco come sono entrata nel cast de Il Paradiso delle signore"

Lara Komar

Dopo essere diventata una star in Slovenia, l'attrice sarà una delle protagoniste della quinta stagione della serie ambientata nella Milano degli anni '60, in onda su Rai 1.

TRIESTE In Slovenia è una star del piccolo schermo. Protagonista di una fiction di successo, la triestina Lara Komar ha conquistato le copertine dei giornali, è invitata nelle giurie dei maggiori talent show e ora debutta anche sugli schermi italiani nel cast della soap Il Paradiso delle signore. Dal 25 febbraio sarà una dei protagonisti della quinta stagione di questa serie ambientata nella Milano degli anni '60, in onda alle 15.55 su Rai 1. Interpreterà il ruolo della nuova capocommessa del grande magazzino, Gloria Moreau, il cui cognome suggerisce origini francesi.

“Il fascino straniero mi accompagna” - scherza Komar, certa che la doppia cittadinanza artistica abbia avuto un ruolo importante in questa nuova avventura, come ci racconta: “Credo sia piaciuta la mia storia, essere una triestina nota fuori dai confini nazionali. La mia collega Federica De Benedittis, con la quale abbiamo recitato in Scandalo al Rossetti, recitava anche in questa serie, ma non avrei mai pensato di passare dal ruolo di spettatrice a quello di coprotagonista. E invece è arrivata la telefonata da Roma con la proposta di iscrivermi alle audizioni.”

Colta al volo, ovviamente.

Mica tanto. Avevo mille dubbi: una famiglia, una carriera avviata e attualmente nessuna ulteriore ambizione. Fa parte della mia vita essere sempre sorpresa da proposte inaspettate. Il periodo di clausura ha contribuito a convincermi, avevo bisogno di far muovere l’energia.

Energia che ora si muove viaggiando continuamente tra Trieste e Roma.

La situazione stessa, fuori dal set, regala sensazioni bellissime. Il percorso in treno ti fa stare in una bolla fatta apposta per riflettere, studiare. Purtroppo il periodo non offre opportunità di vita sociale, passo dal set al monolocale a Trastevere, un angolo meraviglioso dal quale posso godere dell’immagine di Roma più romantica. Vengono a prendermi e mi riportano qui ogni giorno, inoltre tutto il gruppo di lavoro viene testato due volte a settimana. Proprio grazie a queste precauzioni la produzione non si è fermata nonostante la pandemia.

Ha notato differenze sostanziali tra il set sloveno e quello romano?

Di comune c’è il ritmo intenso e veloce di un lavoro molto specifico che richiede la concentrazione necessaria a un rendimento immediato. La differenza sta nella condizione dell’attore, che in Slovenia arriva dal teatro di prosa, tutelato dalla stabilità di contratti di lunga durata. In Italia invece non ci sono grandi garanzie e occorre continuamente rimettersi in gioco. Infatti quando ho conosciuto i colleghi mi sono sentita un unicorno: io non ho un agente, non ho il corredo che abitualmente si porta dietro un attore, nemmeno un book fotografico.

È stato facile inserirsi in un gruppo affiatato di attori?

Adoro il fatto che, almeno nella mia esperienza, le équipe di lavoro siano fatte di persone umanamente piacevolissime, anche perchè altrimenti diventerebbe difficile lavorare insieme dieci ore al giorno. Qui tutti sono appassionati e danno il massimo, indipendentemente dal loro bagaglio di esperienze. Per me è fantastico ad esempio poter lavorare con persone come Antonella Attili, che ha recitato anche in Nuovo cinema Paradiso. Siamo in molti e ognuno porta la propria storia. In questo ruolo subentro a un’attrice molto amata, ma ho trovato da subito un’accoglienza calorosa. Questo lavoro mi ha riportata a una splendida normalità!

Cosa le piace di questo sceneggiato?

La veridicità del contesto storico e il rilievo dato alla questione dell’emancipazione femminile e della sua evoluzione storica. Questo permette un maggiore coinvolgimento. Mi intriga anche il mio personaggio, un mix di passione e struggimento in una donna forte e per certi versi misteriosa. E poi adoro il fatto che sia una produzione in costume, con la magia della sartoria, del trucco e parrucco...

Quindi non direbbe di no a ulteriori esperienze in serie di ambientazione storica?

La mia serie preferita è Mad Men, ambientata nel mondo dei pubblicitari americani anni ’60. Ma mi piacerebbe moltissimo recitare in una cornice belle époque, magari con una storia fosca. Continuerò a farmi sorprendere dalla vita e dalle opportunità che mi potrà offrire. Prima di scegliere avrò come sempre mille pensieri, ma della vita continuerò ad amare le bollicine!

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi