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Nei depositi dello "Schmidl" i segreti dell'Aida che fece impazzire la Trieste del 1873

Il curatore Stefano Bianchi con la locandina dell'Aida Foto Massimo Silvano

Avventurandosi nei depositi e negli archivi, col preziosissimo aiuto di Stefano Bianchi, curatore dello “Schmidl”, è stato possibile ricostruire le vicissitudini della messa-in-scena della prima triestina dell’Aida del 1873 al Teatro Comunale, un evento epocale nella storia del teatro lirico della nostra città. Negli archivi sono conservati lettere, bozzetti e preventivi per un’impresa che sembrava impossibile: ci vollero due anni per realizzare la messa in scena al Comunale.

TRIESTE Il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, ospitato nell’ottocentesco Palazzo Gopcevich che si specchia sul Canale, è un luogo magico che ha il potere di trasportare il visitatore nel tempo tra le quinte dei teatri di Trieste dove “everything tells a story”. Avventurandosi nei depositi e negli archivi, col preziosissimo aiuto di Stefano Bianchi, curatore dello “Schmidl”, è stato possibile ricostruire le vicissitudini della messa-in-scena della prima triestina dell’Aida del 1873 al Teatro Comunale, un evento epocale nella storia del teatro lirico della nostra città.

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