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Dalla Trieste di Svevo alle sfingi violiniste, in due volumi tutta l’opera di Leonor Fini

Qui sopra, Leonor Fini (1907-1996). In alto a destra, la donna del lago (1953) e, sotto, “Piccola rada” (Trieste, 1928)

L’artista e fotografo Richard Overstreet pubblica in Svizzera il primo monumentale catalogo ragionato con gli oltre mille dipinti della pittrice  

la recensione



Milleduecentoquarantanove quadri a olio dipinti da Leonor Fini durante la sua lunga carriera, molti dei quali vengono pubblicati per la prima volta: tutta la produzione nota dell’artista di origine triestina è finalmente raccolta in due volumi, in vendita in un elegante cofanetto cartonato. Il catalogo ragionato, impreziosito da più di mille immagini a colori, è costato otto anni di lavoro a Richard Overstreet, il fotografo e artista americano che nel 1998 ha fondato a Parigi l’Archivio Leonor Fini, e a Neil Zukerman, proprietario della galleria d’arte CFM di New York e collezionista delle opere della pittrice.

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