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Gianni Oliva: «Le foibe devono diventare patrimonio della coscienza storica nazionale»

Gianni Oliva

Lo storico torinese interviene nel dibattito sollevato dal libro del collega Eric Gobetti sulle stragi del dopoguerra

TRIESTE La memoria legata alla tragedia delle foibe come patrimonio della coscienza storica nazionale, un’analisi storicamente differenziata del fenomeno nel suo complesso, un analogo approccio al tema dell’esodo dei giuliano dalmati. Per lo storico Gianni Oliva, autore di libri come “Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria” (Mondadori 2002) e “Profughi. Dalle foibe all'esodo: la tragedia degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia” (Mondadori 2005), è questa in sintesi la formula per riportare la questione delle foibe nell’alveo della storiografia disinnescando qualsiasi tipo di strumentalizzazione.

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