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Sbarca a Trieste il gigante Big John, dinosauro cornuto made in Usa

L’enorme e raro triceratopo verrà restaurato dalla Zoic: il lavoro raccontato con dei video

Sbarca a Trieste il gigante Big John, dinosauro cornuto made in Usa

TRIESTE Sbarca a Trieste il triceratopo Big John, enorme dinosauro “cornuto” pronto a riprendere vita nei laboratori della Zoic. Dopo il successo dello scorso ottobre dell’esposizione al pubblico dell’ultimo dinosauro preparato dalla Zoic – ditta triestina d’eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia – è adesso la volta di uno tra gli esemplari più grandi mai ritrovati di triceratopo, il più famoso tra i “dinosauri cornuti”, tipica specie dell’attuale America del Nord, risalente al Cretaceo superiore (tra i 68 e i 95 milioni di anni fa).

“Big John”, questo il nome attribuito all’ultimo, enorme reperto arrivato tra le mani dei paleontologi triestini, ha un cranio stimato di oltre due metri e mezzo di lunghezza per quasi due metri di larghezza. Il bestione cornuto doveva essere la novità natalizia per gli amanti di questi fossili, con un’estrazione e preparazione presentata al pubblico a step in un work in progress allestito nel nuovo show room che la Zoic ha recentemente acquisito in via Flavia. Malgrado la pandemia, e le conseguenti restrizioni alle attività dal vivo, sarà comunque possibile seguire online la rinascita di questo animale fin dalle prime fasi, con la messa in linea  di una serie di video sui canali social della ditta triestina (Youtube, Facebook e Instagram) e anche sul sito web del Piccolo.

Big John è stato scavato in un giacimento fossilifero degli Stai Uniti ed è arrivato a Trieste a blocchi. È ora necessario un lavoro di apertura dei contenitori, pulizia delle ossa e restauro delle parti mancanti per poter procedere con il montaggio e veder così comparire in tutto il suo splendore uno dei più iconici dinosauri che mai abbiano popolato il nostro pianeta.

«Vogliamo offrire a Trieste un altro spettacolo indimenticabile», spiega il titolare della Zoic Flavio Bacchia. «Da sempre siamo impegnati a condividere con gli appassionati o i semplici curiosi la nostra peculiare attività e speriamo che anche questa volta ci sarà modo di mostrare il lavoro finito prima che “Big John” si incammini per la sua destinazione definitiva». Si potranno così conoscere le tecniche di estrazione di fossili complessi, scoprire passo passo come vengono cavati e lavorati prima di prendere nuovamente forma. L’auspicio è quello di accompagnare il pubblico con aggiornamenti video periodici che sveleranno le fasi più delicate e spettacolari della lavorazione e del montaggio dell’enorme reperto, fino ad arrivare in primavera alla possibilità di aprire le porte della nuova sede espositiva per far toccare letteralmente con mano il gigantesco dinosauro cornuto. —


 

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