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Saba aveva sulla coscienza un figlio segreto e due commesse che si avvelenarono per lui

Umberto Saba

Esce oggi il volume di Simone Volpato e Marco Menato con lettere inedite del poeta al suo medico, Umberto Levi, in cui confessa un passato scottante 

TRIESTE 5 marzo 1955, Umberto Saba scrive al suo medico, Umberto Levi, primario nella clinica San Giusto di Gorizia. È la lettera numero tredici del piccolo carteggio tra il poeta e il dottore. Una confessione, finora inedita e dal contenuto scioccante, perchè conferma illazioni già da tempo in circolazione su un oscuro e terribile privato di Saba: l’esistenza di un figlio, Sergio, mai riconosciuto e il suicidio di due sorelle, Margherita e Malvina, entrambe commesse della libreria, che si avvelenarono a breve distanza l’una dall’altra il 19 aprile e il 20 giugno 1922.

Quello che scrive al dottor Levi è un Saba minato nel fisico, bisognoso di continue dosi di morfina, querulo e annebbiato, ma sempre sottilmente manipolatore (glielo imputava...

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