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Il poeta France Prešeren portò fra patria e amori la cultura slovena in Europa

Escono per la prima volta tradotte in italiano a cura di Miran Košuta e pubblicate dall’Editoriale Stampa Triestina le liriche del letterato vissuto nella prima metà dell’Ottocento

TRIESTE Anche fuori dall’ambito letterario, France Prešeren (1800 -1849) è noto perché alcuni versi di una sua poesia, “Brindisi” (“Zdravljica”, 1844) sono stati musicati per quello che – nel 1991, quando la Slovenia è diventata repubblica indipendente – è stato confermato come inno nazionale. In particolare, quella strofa, ispirata (è stato sottolineato) a idee vicine a quelle della Giovane Europa di Mazzini, dove si augura lunga vita alle Nazioni che anelavano “al giorno mite/ in cui verrà bandita/ ovunque sotto il sol la lite“ e quando “ciascuno avrà/ la libertà/ e il suo vicino amerà“.

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