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Con “Una giornata da clandestino” il Miela di Trieste si trasforma “per asporto” IL LINK ALLO SPETTACOLO

Martedì 10 novembre sulle pagine Facebook e YouTube del teatro e su questo sito lo spettacolo dal reportage di Gianpaolo Sarti con un nuovo taglio e interviste

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TRIESTE Ripensare una formula già rodata e apprezzata reinventandola completamente, proponendola in una modalità nuova e inaspettata adatta al web e creando un prodotto non più solo teatrale ma a metà tra documentario e cinema. “Miela per asporto” è nato così, per reagire all’immobilismo di un Teatro chiuso dal 24 ottobre per le disposizioni ben note ma che non si arrende e offre ora le sue proposte direttamente a domicilio: la prima di queste, in cartellone martedì 10 novembre alle 19, vedrà il debutto in streaming sui canali Facebook e YouTube del Miela e qui sul sito web de Il Piccolo, partner dell’evento, di uno speciale sullo spettacolo “Una splendida giornata... da clandestino” .

Spettacolo che è stato simbolo, nel 2018, di S/paesati, il festival su migrazioni e accoglienza attualmente in corso a teatro e che stava andando a gonfie vele. «Avevamo fatto un bellissimo inizio con tanto pubblico – racconta la regista Sabrina Morena – con “Il rider, la nonna e l’intelligenza artificiale” : diritti umani, uguaglianza, temi Lgbt che la sala ha accolto con interesse, e continuato con uno spettacolo importante dal punto di vista della sperimentazione come “Mileva” , dove Ksenija Martinovic ha portato in scena la tragica storia della prima moglie di Einstein riuscendo a raccontare il rapporto tra i due dando fisicità alle parole delle loro lettere; e avremmo continuato con un’altra giovane attrice come Chiara Benedetti, se non fosse arrivata la chiusura».

[[(Video) Un "infiltrato" tra i migranti a Trieste diventa protagonista a teatro]]

Ecco quindi l’idea di riproporre un testo già apprezzato sotto, però, un’ottica nuova. «Alla base – spiega Morena – c’è il reportage del giornalista Gianpaolo Sarti che si era finto migrante per raccontare la situazione dei richiedenti asilo a Trieste, adattato come drammaturgia da Giuseppe Nicodemo e con Francesco Godina in scena. Ora, e qui sta la novità, gli abbiamo voluto dare una forma tra il cinematografico e il giornalistico: da una parte, infatti, useremo riprese con primi piani per essere più dinamici e più in tono col web, dall’altra lo correderemo di due interviste, una a Sarti che ci parlerà della situazione dell’accoglienza tra passato e presente in base alla sua esperienza di giornalista, l’altra all’adattatore Giuseppe Nicodemo condita con un po’ di backstage dello spettacolo originale».

«È anche un approfittare di questa chiusura per sperimentare forme nuove sia di teatro che di cinema – sottolinea la regista –. Com’è un mantenere un rapporto con il nostro pubblico per dire che ci siamo, continuando comunque a riflettere. Domenica 15 novembre terremo un webinar su Zoom sul teatro civile al tempo del Covid, in diretta e con ospiti tra cui Roberta Biagiarelli e Aida Tagliente, dove il pubblico potrà anche intervenire: cercheremo di riflettere su come poter portare avanti il teatro civile, quello dell’impegno sui temi del sociale in questi tempi complessi, convogliando idee e possibili soluzioni. E con Biagiarelli torneremo a dicembre con la mostra “Shooting in Sarajevo», cercando di presentarla via web. In conclusione: riadattandoci, ripensandoci e ricercando formule sempre inedite proviamo a esserci e a portare avanti tutto quello che si può». –
 

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