“I Nostri Angeli” approdano in tv con i reportage sui bimbi in guerra

Stasera in seconda serata su Rai 1 con Giovanna Botteri ed Emma D’Aquino che spiega: «Non è bello dare notizie sulla pandemia, ma sono partecipe»



È fissato per stasera, in seconda serata su Rai1, proprio dopo Ballando con le stelle, l’appuntamento con la 17^ edizione de I Nostri Angeli con due giornaliste d’eccezione come Emma D’Aquino, volto noto dell’edizione principale del TG1, e Giovanna Botteri, corrispondente RAI da Pechino e Presidente della Giuria 2020 del Premio Luchetta. Il programma, scritto da Laura Piazzi e Mirko Nazzaro per la regia di Cristiano Strambi, sarà disponibile dal giorno successivo sulla piattaforma digitale di Rai Play. «È la mia seconda esperienza in questo contesto, e nonostante sia cambiato tutto intorno a noi resto convinta che questo premio sia un motivo d’orgoglio per tutti noi. Non è solo un riconoscimento per giornalisti spesso giovanissimi che realizzano dei reportage mettendo a rischio la propria vita ma anche un’occasione per ritrovarsi a parlare di argomenti di pubblico interesse», spiega Emma D’Aquino. Assisteremo a un viaggio che esplora l’attualità del nostro tempo, con reportage internazionali che testimoniano come sia ancora l’infanzia a pagare il prezzo più alto delle trincee del mondo, ma non solo, vedremo Trieste fare da cornice a “che mondo che fa”. Piazza Unità, il Magazzino26 e molti altri luoghi offriranno un mix tra il passato e le storie del nostro tempo, raccontate da testimoni come Sara Giudice, vincitrice del Premio Luchetta TV News e altri grandi protagonisti del Premio Luchetta e di Link Festival del giornalismo 2020 come Corrado Augias e Giovanni Minoli, Premio Testimoni della Storia 2020. Con loro Giulio Sapelli, vincitore del Premio Fieri, Andrea Vianello direttore di Rai News 24, Simona Sala alla guida del Gr Rai e di Radiouno, Corrado Formigli e Serena Bortone. Insieme a loro Daniela Luchetta, presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, che ha istituito il Premio contribuendo alla sensibilizzazione e alla tutela dei bambini vittime di ogni forma di violenza, alla promozione della solidarietà tra i popoli e al rispetto delle diversità etniche e politiche. Principi sui quali si fonda anche il Premio Speciale assegnato alla Senatrice Liliana Segre


Ma le stesse Botteri e D’Aquino si sono ritrovate a raccontare un’attualità sorprendente ed imprevedibile negli ultimi mesi. «Io sono innanzitutto una cittadina - spiega D’Aquino - e apprendo con ansia, dispiacere o gioia le notizie che dò al TG. Ho sempre lavorato durante questa pandemia e se oggi si va verso una maggiore capillarità di controllo, all’inizio erano le terapie intensive a preoccupare, con morti che non si contavano. Credo che a volte si percepisca il mio dispiacere o la mia ansia, ma sono così, non posso celare la mia partecipazione».

A febbraio la D’Aquino era a Sanremo. “Quello è stato poco prima che scoprissimo di essere così vulnerabili. Eravamo felici e non sapevamo di esserlo. Davamo per scontate le strette di mano e gli abbracci. Sono molto grata a Fiorello per avermi dato questa occasione, mi sono molto divertita. Io vivo di passioni. Per anni mi sono occupata di cronaca giudiziaria, raccontando casi molto difficili e delicati, ma amo la musica, il teatro e il cinema».

Pochi giorni che hanno rivoluzionato anche il modo di presentare i telegiornali, con un lockdown che rendeva impossibile anche solo prepararsi alla diretta come prima. «Da allora mi trucco e mi preparo da sola. Mi spiace molto perché era un momento di scambio e dialogo con le persone che ci affiancavano», spiega la D’Aquino. «Attraverso Instagram ho scoperto che sono proprio considerata come una commensale aggiuntiva di molte famiglie, ci sono ragazzi che postano video in cui pranzano proprio durante il tg. Ma a tutti coloro che vogliono intraprendere il lavoro di giornalista io suggerirei di partire dal basso. Io ho cominciato con dirette in mezzo alla neve o in giornate molto calde ma ho sempre voluto raccontare quello che vedevo. Si deve imparare a raccontare la realtà da un punto di vista diverso da quello a cui si vorrebbe arrivare e studiare l’italiano e la punteggiatura». —



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