Gli “Imprevisti digitali” che ci rovinano la vita

Perdere tempo a selezionare semafori e strisce pedonali per dimostrare che non si è un robot salvo poi intrattenersi con suadenti voci che altro non sono che sempre più sofisticate intelligenze artificiali. Passare ore collegati ai call center telefonici attendendo il proprio turno, lottare per recuperare username e password dimenticate, avere figli molestati da cyber-bulle e, dopo un momento di debolezza, venir ricattati per un video hard girato di nascosto. Sono gli "Imprevisti digitali" cui sono chiamati a fronteggiare tre strampalati vicini di casa in un sobborgo francese protagonisti della commedia omonima firmata a quattro mani da Benoît Delépine e Gustave Kervern e vincitrice dell'Orso d'argento a Berlino. Al decimo film insieme la coppia mette in scena il sempre più folle mondo della tecnologia declinandolo sì con sferzante ironia ma attraverso una visione critica lucida e puntuale, raccontando un mondo sempre più virtuale e intangibile, dove i volti umani e reali cui rivolgersi sono sempre meno, e dove le conseguenze delle nostre azioni sulla rete ci possono, talvolta, letteralmente travolgere. Privacy e big data su tutto: non a caso il titolo originale francese, "Effacer l'historique" (Cancella la cronologia) fa riferimento a un tema tanto attuale quanto inquietante come la gestione dei dati personali degli individui. Se la vita di tutti i giorni è diventata una «costante allucinazione collettiva», come credono i due registi, "Imprevisti digitali», pur divertendo molto, mette a fuoco con incisività quanto la digitalizzazione dei servizi abbia disumanizzato il lavoro e isolato sempre di più le persone. Accanto al trio di protagonisti, tanto azzeccati quanto affiatati, il film propone altre chicche: da Vincent Lacoste, uno dei più promettenti attori della commedia francese, nei panni del ricattatore del video hard, a un irresistibile Benoît Poelvoorde, divo belga della risata, trafelatissimo rider sull'orlo di una crisi di nervi («Suvvia, è vicino alla pensione». «Ho 35 anni!»), e uno scrittore di culto come Michel Houellebecq nel gustoso cameo del suicida senza fretta. —



“Imprevisti digitali” di Benoît Delépine e Gustave Kervern con Blanche Gardin, Denis Podalydès

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