Il fantastico Exoskeleton di Sterlac apre Robotics, festival dei cyborg a Trieste

Sabato al Magazzino 27 del Porto Vecchio a Trieste la rassegna di arte robotica e altre tecnologie organizzata dal Gruppo 78 nell’ambito di Esof2020

TRIESTE Di Stelarc si può senz'altro affermare che ha sempre lavorato per trasformare il suo corpo in un'opera d'arte. Nella società odierna il corpo è al centro dell'attenzione generale, per la cura ossessiva che ne fanno molti, per gli interventi di chirurgia estetica che attrae altri, per l'esibizione e la mercificazione di cui è protagonista, ma anche per la fragilità che lo colpisce, spesso senza fornire in anticipo i giusti segnali. La visione del corpo per Stelarc va oltre a tutte queste considerazioni: l'artista cipriota sperimenta da anni una personale interpretazione del cyborg e regala performance in cui esibisce se stesso come inserito in un avveniristico film di fantascienza o in uno scoppiettante cartone animato giapponese. È davvero il personaggio ideale per Robotics, il festival di arte, robotica e altre tecnologie organizzato dal Gruppo78 che è inserito nel calendario del Science in the City Festival, evento che anticipa ESOF 2020.

Il fantastico Exoskeleton di Sterlac approda a Trieste

Sabato alle 18 al Magazzino 27 di Porto Vecchio il grande rappresentate della body art propone una sua celebre e spettacolare performance, “Exoskeleton”. A vederlo agitarsi con il corpo meccanico sembra di essere finiti su un set in cui abbondano gli effetti speciali: Stelarc si muove inserito dentro alla ricostruzione della grande macchina robotica creata per il corpo umano, utilizzata per la prima volta nel 1999 e poi ripresentata in successive occasioni. Si tratta di un'affascinante e sofisticata macchina locomotrice a sei gambe che, collegata con le braccia dell’artista, si muove in tutte le direzioni a seconda della gestualità del performer, producendo diverse coreografie e sonorizzazioni. Un’opera che ribadisce in maniera emblematica l’obiettivo dell’artista, cioè l’aumento delle potenzialità fisiche del corpo umano con l’intervento della macchina stabilendo con la macchina una straordinaria interazione.

Oltre all'azione dal vivo, la personale di Stelarc presenta delle maxi video-proiezioni di alcune delle sue performance più significative. La curatrice della mostra Maria Campitelli commenta così: “La sede per questo evento era inizialmente prevista all’interno del Magazzino 26. Poi alla mostra è stato destinato lo spazio del nuovo Magazzino 27, un enorme, dispersivo e anonimo hangar industriale, ossia un non-luogo. Perciò abbiamo optato per una personale del grande Stelarc, rappresentante storico delle sperimentazioni artistiche sul corpo umano in chiave meccatronica e cyborg.” Stelarc, pseudonimo di Stelios Arkadiou, è un performance artist e docente cipriota naturalizzato australiano. Nel 1995 ha ricevuto una borsa di studio triennale dalla Commissione australiana per le Arti visive e poi è stato nominato professore onorario di arte e robotica all'Università Carnegie Mellon di Pittsburgh in Pennsylvania. Da anni lavora sull’artificialità del corpo intesa come territorio di sperimentazione e mezzo con cui mettere alla prova e testare i limiti della componente organica del nostro corpo.

La tecnologia è vista come mezzo per amplificare l’azione corporea e arrivare alla costruzione di un organismo nuovo, un cybercorpo, che, tramite la tecnologia, può allargare l’area dell’esperienza e aprire la strada verso possibilità insperate. Impressionanti anche i video che si possono guardare al Magazzino 27: “Ear on Arm Surgery” documenta la performance in cui avviene l’innesto chirurgico di un terzo orecchio nel braccio, per poter autonomamente udire altre cose rispetto a quelle percepite dalle normali orecchie di cui siamo dotati. “Ear on Arm Suspension” vede Sterlac sospeso in aria con degli uncini infilzati nella pelle sopra una scultura gigantesca di un braccio con orecchio innestato e riprende una precedente strategia performativa, praticata negli anni Settanta, quando esplodeva la body-art. In “Third Hand” e “Extended Arm” il corpo umano si estende con acciaio inossidabile, alluminio, acrilico e pneumatici, e viene dotato di un’ulteriore mano con funzioni aggiuntive, come la rotazione del polso o la rotazione del pollice.

Dice l'artista: “Le sospensioni sono esperimenti di sensazioni corporee, non sono azioni di interpretazione, e non generano alcun significato. Piuttosto sono luoghi di indifferenza, e stati di cancellazione. Il corpo è vuoto, assente alla propria capacità di agire, obsoleto.” La mostra sarà arricchita da alcuni webinar con il sociologo del mondo digitale Derrick de Kerckhove, il docente di robotica Rosario Sorbello, Barbara Mazzolai, direttrice dell’Istituto Nazionale di Tecnologia, l'artista americano Ken Rinaldo, Denis Jaromil Rojo, il re della blockchain technology, e lo stesso Sterlac. L'innovativo video-catalogo che sostituisce il cartaceo è realizzato dall’artista Cecilia Donaggio Luzzatto Fegiz e l'esposizione sarà visitabile fino al 6 settembre. Per gli orari, le informazioni e gli aggiornamenti consultare il sito https://g78robotics.it/. —

 

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