Investigazioni tra arte e tecnologia a Muggia un futuro immaginato già da Leonardo

Al Museo Carà i video del pluripremiato americano Ken Rinaldo, in anteprima mondiale “Opera for Dying Insects”



Alla ricerca di un connubio contemporaneo ma in parte anche antico: quello tra arte, natura, scienza, tecnologia avanzata. E, al centro, il concetto eterno del divenire, che si ammanta di poetiche e al contempo razionali esplorazioni tese anche ad analizzare il rapporto tra intelligenza umana e artificiale. Sono le tematiche principali della mostra "Artistic-Technological Investigations" (parte di Robotics, Festival di arte, robotica e altre tecnologie, organizzato dal Gruppo78 e inserito nel programma del Science in the City Festival di Esof 2020), che s’inaugura oggi alle 18.30 al Museo Carà di Muggia con una visita guidata su prenotazione (3496288361). Protagonisti, artisti italiani e stranieri con una stimolante miscellanea di opzioni concettuali ed estetiche.


Cuore della rassegna è lo statunitense Ken Rinaldo (New York, 1958), tra i maggiori rappresentanti internazionali della tendenza in ambito robotico-artistico a indagare sulla convergenza tra sistemi naturali e tecnologici al fine di una simbiotica evoluzione. Rapporti complessi, che sono già il futuro e ai quali aveva guardato già Leonardo. Oggi però Rinaldo agisce con un medium allora impensabile: il video. L’artista neo-concettuale, direttore del Programma di Arte e Tecnologia all’Ohio State University, ne presenta due recenti: Scatter Surge (Ondata di dispersione) Holobiome e Opera for Dying Insects (Opera per insetti morenti), quest’ultimo in anteprima mondiale.

Il primo riflette sull’umanità come comunità multispecie composta da trilioni di cellule umane intrecciate simbioticamente a trilioni di microbi batterici, fungini e virali. Insieme ad acqua, luce, terra, aria, atmosfera formano un holobiont, ecosistema complesso e dinamico. Il secondo video è invece monito verso l’apocalisse degli insetti, che un recente monitoraggio denuncia diminuiti del 40% con danno gravissimo per l’ecosistema. Il taglio che Rinaldo, pluripremiato al Festival Ars Electronica di Linz, conferisce ai video è sottilmente affascinante così come le scoperte che vi s’incontrano: lo sapevate che il ferro del nostro sangue ha origine dalla morte delle stelle di supernova e che altri amminoacidi essenziali del nostro corpo derivano da pietre anche di 4,7 miliardi d’età, presenti nel video Scatter, costellato di unità che raccolgono cellule della pelle, batteri, funghi e virus, che poi verranno coltivati? E si esamina pure la strategia di crescita delle piante, applicabile agli algoritmi del computer per creare semi che non esistono naturalmente, ma possono nascere dal software.

Partecipano anche Elisa Zurlo con “Liber Paradisus”, che allude brillantemente alla trasformazione della materia opaca in pura energia. Molto attuali il video di Lucia Flego sulle proteine attaccate dal nuovo coronavirus, in proiezione olografica, e il duplice, interessante intervento di “Arte Contro” (Cecilia Donaggio Luzzatto Fegiz, Max Jurce, Betta Porro), che interpreta il tracciamento fondato sull’utilizzo dei dati personali. In tema anche il duo Salvatore Iaconesi-Oriana Persico, con l’installazione multipla “DataMeditation: new rituals for new possible world”.

Seguono il video di Guillermo Giampietro “Comunismo robotico”, che si tramuterà il 18 settembre in performance, “I’m h”, installazione/concerto random di Paola Pisani, varie soluzioni tecnologiche, come quella con la blockchain technology, guidata dall’esperto Demetrio Siragusa, e l’esemplificazione significativa di un video dell’americana Eve Sussman, che racconta la trasformazione performativa del dipinto Las Meninas di Velasquez; la “pittura generativa” di Bogdan Soban, l’”umano troppo umano” di Sara Alzetta, un’installazione interattiva REAR del gruppo sloveno Marko Vivoda, Karsio Hmeljak e Luka Frelih, alla Juliet Room Gallery di Muggia, e due opere della Sezione Musica e Nuove Tecnologie del Tartini, di Mattia Piani e del gruppo Sacha Safretti, Aaron De Francheschi, Stefano D’Angelo. Infine, l’11 settembre, un concerto al Laser del visual/sound artist Alberto Novello (fino al 27 settembre, orario ven 17-20; sab 10-13 e 17-20; dom 10-13). —

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