Salvatores a Trieste con “Comedians”, ciak il 31 agosto per il nuovo film

Il regista ieri ha festeggiato i 70 anni in città in forma privata. Quattro settimane di riprese in Porto Vecchio e all’Hangar

TRIESTE. Gabriele Salvatores ha sempre detto che Trieste, per lui, è un luogo del cuore. Non è un caso che abbia deciso non solo di festeggiare qui i suoi settant’anni, compiuti ieri, ma anche di tornare a girarci il suo nuovo film, “Comedians”, tratto dal testo del britannico Trevor Griffiths, adattamento cinematografico dello spettacolo che il regista aveva messo in scena nel 1986 al Teatro dell’Elfo a Milano. Le riprese del film, prodotto da Indiana Production con Rai Cinema in collaborazione con Fvg Film Commission, dureranno quattro settimane, dal 31 agosto al 26 settembre. Sul cast c’è ancora massimo riserbo ma, se la sceneggiatura resterà fedele alla pièce teatrale, c’è da aspettarsi che riunirà un gruppo di grandi protagonisti della commedia italiana.

Perché “Comedians” è la storia di sei lavoratori della working class che, la sera, frequentano una scuola per comici dilettanti. Il loro insegnante, politicamente impegnato, è convinto del ruolo etico e sociale della comicità e cerca di indirizzarli verso testi più impegnati. Quando si apre la possibilità di fare un provino che potrebbe traghettare gli studenti in uno show televisivo, il selezionatore chiamato a giudicarli è però un comico agli antipodi rispetto al maestro, un promotore della comicità disimpegnata, un tanto al chilo: le due diverse scuole di pensiero spaccheranno animi e ambizioni degli aspiranti comici. Ogni studente dovrà scegliere il numero più adatto da preparare, sposando la linea dell’uno o dell’altro.


Salvatores sta lavorando anche al film “L’Italia in lockdown”, realizzato con i video inviati da tanti italiani durante la quarantena. Ma per il primo vero set dopo la pausa imposta dal Coronavirus ha scelto un testo che fa intimamente parte della sua storia personale, legato a un periodo, quello dell’Elfo, in cui arte, vita e affetti erano più che mai una cosa sola. La versione del 1985, adattata per l’Italia insieme a Gino & Michele, fu sold-out per due intere stagioni e fece da rampa di lancio per giovani attori che sarebbero diventati dopo quell’esperienza i migliori nomi del cinema e del teatro brillante: Paolo Rossi, Claudio Bisio, Antonio Catania, Bebo Storti. Molti di loro sono rimasti per il regista una sorta di famiglia artistica anche sul grande schermo.

Negli ultimi anni è stata invece Trieste a fare da casa alla sua filmografia: dopo aver ambientato fra Vajont, Osoppo e Maniago “Come Dio comanda”, nel 2008, Salvatores ha girato nel capoluogo giuliano i due capitoli de “Il ragazzo invisibile” e “Tutto il mio folle amore”. “Comedians” è dunque il quarto film consecutivo nel capoluogo giuliano: ormai un vero e proprio sodalizio artistico con la città. Anche per questo il regista Premio Oscar ha deciso di festeggiare qui il suo settantesimo compleanno, con una cena privata insieme agli amici più stretti in un ristorante al confine con la Slovenia. Qualche giorno fa ha raggiunto a Trieste la compagna Rita Rabassini, già da qualche settimana al lavoro sulle scenografie di “Comedians”. Anche il reparto della produzione si è già messo in moto, stabilendo la sede operativa alla Casa del Cinema di Trieste.

“Comedians” sarà un film Covid-compatibile: verrà girato in sole due locations, il Porto Vecchio sia in interni che in esterni e il Teatro Hangar, con pochi attori e quasi nessuna comparsa. «È il primo ciak in regione dopo l’emergenza Covid, il film con cui, seppur faticosamente, ripartiamo», commenta Federico Poillucci, presidente della Friuli Venezia Giulia Film Commission.

«Dovremo tenere conto delle prescrizioni e dei protocolli sanitari che, per un lavoro come quello del set, non sono una routine facile. Ma con chi meglio di Salvatores saremmo potuti ripartire?». La troupe che dal 31 agosto lavorerà a “Comedians” sarà composta da trenta maestranze provenienti da fuori regione più diciotto professionisti locali: un ritorno al lavoro che questa volta, dopo mesi di emergenza, ha il sapore di un inizio tutto nuovo. 

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