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Marcello Mascherini scenografo e costumista dal Verdi all’Opera di Roma il suo estro inedito

Una mostra al Museo Schmidl di Trieste e al museo Ricchieri di Pordenone e un ricco catalogo (Marsilio) sulla realtà culturale della regione 

il progetto

Marianna Accerboni


Ammaliato dal concetto di spazio, Marcello Mascherini (Udine 1906-Padova 1983) è noto soprattutto come scultore, ma forse non tutti sanno che fu anche scenografo, costumista e regista. Attività che svolse a Trieste e a Roma. Esordì infatti nel 1948 al Teatro Verdi del capoluogo giuliano, realizzando scene e costumi per il balletto “Cartoni animati” di Mario Bugamelli, proseguendo quindi con diverse collaborazioni per il Club “La Cantina”, fondato a Trieste nel 1957 da un gruppo di sole donne con il fine di reperire testi teatrali d’avanguardia, che talvolta venivano presentati in anteprima mondiale. Partecipò poi fino al ’74 ad altri allestimenti per il Verdi e per il Teatro Stabile e nel 1969/70 collaborò con il Teatro dell’Opera di Roma per il balletto “Tautologos” di Aurel Milloss e per il “Don Giovanni” di Mozart. In totale curò una trentina di spettacoli, esprimendosi sempre attraverso quell’essenziale modernità stilistica che aveva connotato, soprattutto in età matura, il suo linguaggio.

Giunge perciò molto opportunamente ad approfondire tale particolare ma coerente aspetto della sua creatività, che prevedeva appunto una percezione dello spazio molto sintonica con il mondo della scultura, il duplice progetto espositivo ed editoriale intitolato “Marcello Mascherini e il teatro”, firmato da Nerina Pancino e Francesco Bordin, responsabili dell’Archivio Marcello Mascherini, fedele custode dell’eredità artistica dello scultore, e da Paolo Quazzolo, responsabile culturale del progetto stesso, con l’apporto di Franco Rota quale esperto di management che coadiuverà nella guida la Fita (Federazione Italiana Teatro Amatori) Pordenone.

Iniziato già da tempo, il progetto è stato rallentato dal coronavirus ma si concretizzerà nei prossimi mesi con l’inaugurazione di una rassegna nelle sale di Palazzo Gopcevich, sede del Museo teatrale “Carlo Schmidl”. Per proseguire successivamente a Pordenone a Palazzo Ricchieri, sede del Museo Civico d’Arte, con l’implemento di numerosi eventi collaterali rivolti soprattutto ai giovani. In mostra una selezione delle opere d’arte realizzate da Mascherini per il teatro con immagini e documenti inediti, pannelli didattici e filmati, frutto anche di corpose ricerche in archivi e biblioteche nazionali.

L’esposizione è realizzata dalla Fita, quale capofila, con Comune di Azzano Decimo, Comune di Duino Aurisina, Associazione Archivio Marcello Mascherini, Associazione Triestina Amici dei Musei “M. Mascherini” (main sponsor privato), Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste, Liceo artistico statale Enrico e Umberto Nordio, Comunità degli Italiani di Abbazia (Croazia), Galleria d’arte contemporanea della Pro Civitate Christiana di Assisi (Perugia), Circolo Culturale Azzanese. Importanti sono poi il sostegno della Regione e l'apporto assicurato dai Comuni di Trieste e Pordenone, che, attraverso i rispettivi Assessorati alla cultura, hanno messo a disposizione le sale espositive per la mostra.

La rassegna verrà inoltre completata dalla proiezione di un filmato realizzato per l’occasione, restaurando e montando pellicole professionali di proprietà dell’erede dell’artista, che comprendono varie interviste al grande scultore e la testimonianza di altre esposizioni e documentari.

Tra i filmati è emblematico per esempio il cortometraggio a colori intitolato “Marcello Mascherini” e prodotto nel 1968 dalla Società Julia Cinematografica per la regia di Mario Volpi con musiche di Lorenzo Peratoner, opera premiata nel 1969 dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo. E, assieme alla mostra, sarà realizzato anche un prestigioso volume-catalogo (editore Marsilio) con immagini d’epoca di scene, costumi e opere, in cui verrà pure esplorato il ricco e variegato panorama teatrale e letterario di Trieste e della regione in connessione con la scena nazionale: un impegnativo lavoro editoriale che è stato avviato sotto la direzione del curatore Quazzolo e si evidenzia quale parte essenziale del progetto complessivo. —

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