La storia di Trieste profuma di caffè tra tazzine d’epoca e nuove mostre

Una bella caffettiera “Balance” del 1880, tra le chicche che si possono ammirare nel Museo del Caffè

In via San Nicolò 7 si custodiscono i segreti della bevanda e del suo legame con la città  

TRIESTE Culto della tradizione, aroma inconfondibile del costume cittadino. Parlare di caffè a Trieste non è mai banale e non si riduce solo all’analisi del gusto o di una miscela. Un tema che rappresenta una fetta di storia, di carattere culturale e imprenditoriale, un capitolo raccontato anche tra le sale del Museo del Caffè, una realtà nata nel 2001, allestita inizialmente nella Torre del Lloyd e ora concepita come una nicchia del Museo Commerciale di Trieste, all’interno di Palazzo Dreher in via San Nicolò 7. La saga del caffè qui si offre attraverso diversi colori, spazia non solo tra il collezionismo ma funge inoltre da “casa madre” per gli eventi fondamentali, come il Trieste Coffe Festival e il Triestespresso Expo. La trama espositiva scava tra i secoli, mode e stili, ospitando tazzine storiche, antichi macinini e merceologia, regalando così le storie dei chicchi ed una importante vetrina di “chicche”. A proposito di storia. Il Museo del Caffè ama raccontarla e preme di conseguenza anche per gli accenti didattici a favore degli operatori o per le nuove generazioni. Si viene così a scoprire che il caffè pare abbia origine nella zona tropicale dell’Etiopia, approda in Italia nel 16esimo secolo e abita a Trieste dalla fine del 1600. Il suo “boom” sotto San Giusto? Avviene grazie all’emissione della Patente di Porto Franco, voluta dall’Imperatore asburgico Carlo VI; era il 1719.

Ad incentivare la diffusione di capitoli del genere ci pensa ora anche l’Associazione Museo del Caffè, una sorta di squadra di specialisti sorta nel 2017 e alle prese con le più svariate forme divulgative per dare anima alla bevanda più “stimolante” per eccellenza. Arte, letteratura, la tecnica e la scienza. I capitoli qui abbondano, al pari quasi delle tipologie di caffè che nutrono il colore dei bar di Trieste: «L’aspetto didattico è insito nel dna dell’Associazione Museo del Caffè – ribadisce il presidente Gianni Pistrini – ed uno degli obiettivi è quello di implementare il legame con la storia portuale del capoluogo, cercando così di valorizzare una fama veicolata anche dai media internazionali, quella di “Trieste, capitale del caffè”. Il futuro del Museo? Nuove mostre, altri cataloghi, estensione degli spazi e l’attuazione dei “Cenacoli dei caffè”, manifestazione in programma in autunno (le visite sono al momento sospese, per per informazioni i contatti sono 368435343 amdctrieste@gmail.com). —

 

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