Da San Giusto al Porto Vecchio: in giugno a Trieste sarà teatro all'aperto

Lo Stabile ripropone “Winckelmann” all’Orto Lapidario, la Contrada riapre i Fabbri e punta su Esof a settembre, l’Hangar si prepara a scendere in strada

TRIESTE Sono stati tra i primi a chiudere, nell'ultima settimana di febbraio. Saranno tra gli ultimi a riaprire, il prossimo 15 giugno. Cinema e teatri hanno vissuto un lungo periodo di clausura. Ma non è detto che, dalla data in cui anche per loro si annuncia la ripresa, tutto torni come prima. Anzi. Tutti sono concordi nel dire che "niente sarà come prima". Nel male e nel bene.

Un sondaggio, fra alcuni degli operatori regionali che tra una quindicina di giorni potrebbero ridare il via alle attività nei teatri, racconta incertezze, cautele, dubbi.



A cominciare dalle disposizioni dettate, in 13 punti, oramai noti come i 13 comandamenti, dal Dpcm del 17 maggio. l più contestato e clamoroso riguarderebbe l'obbligo della mascherina anche per cantanti e attori. C'è chi ci scherza sopra, ricordando che da millenni la maschera è patrimonio degli attori (sì, però non copriva la bocca). C'è invece chi guarda alla vicina Francia dove il provvedimento risulta insensato. E dove al posto di prescrizioni si privilegiano consigli e raccomandazioni.



Difficoltà ulteriori mettono in forse il riavvio. La capienza massima di 200 spettatori nelle sale (però 1000 all'aperto) rappresenta un limite economico forte, specialmente per lo spettacolo da vivo. La solita prescrizione di poltrone e sistemi di seduta fissati al terreno è un grattacapo, per coloro che progettano eventi in piazze, parchi, giardini. E vanno aggiunti distanziamento interpersonale, misurazione della temperatura, igienizzazione... Insomma: tanto il più fantasioso tanto il più pragmatico tra i gestori si sta attrezzando, consapevole che una larga parte dei lavoratori del comparto dello spettacolo non gode di ammortizzatori economici.

Una strategia comune li porta a guardare oltre il 15 giugno. Sia Trieste sia Udine si lavora a "tavoli" in cui mettere a punto il calendario delle manifestazioni estive. Che cominceranno a luglio e verranno presto annunciate alla stampa e al pubblico. "Noi siamo pronti, la gente ha voglia di uscire" dice Franco Però, che indica i luoghi in cui le produzioni del Teatro Stabile del Fvg potrebbero trovare posto. L'Orto lapidario rimane una scelta d'eccellenza per "Winckelmann". "Sarajevo” può essere ambientato al Museo Henriquez, ma anche nel parco di Miramare. «Pure a Villa Revoltella e al Magazzino 26, non dovrebbe essere difficile rispettare le disposizioni».

«Apriremo lo spazio del Teatro dei Fabbri - anticipa da La Contrada Livia Amabilino - e farà da apripista. Ma gli appuntamenti forti ai quali ci prepariamo sono quelli delle residenze d'arte Ufo e di Science in the City Festival che, dentro il grande contenitore di Esof 2020, prenderanno il via a settembre”. Agili come sempre, quelli di Hangar (lo spazio indipendente di via Pecenco) pensano di dedicare il futuro prossimo alla manutenzione della sala. Accarezzano però volentieri un'idea di "teatro di strada" (nel rispetto di tutte le normative) che possa interagire con gli spettatori grazie al formato delle "miniminagghie", gli indovinelli estemporanei della tradizione siciliana. Su formati alternativi punta anche il Css a Udine che studia i "dispositivi teatrali" che caratterizzeranno tutta l'attività del futuro cartellone, il cui avvio sarà anticipato a luglio. «Dispositivi, ovvero soluzioni nuove di spettacolo dal vivo - spiega Alberto Bevilacqua - già messe a punto in Europa, che noi vorremmo però affidare agli artisti che lavorano in questo territorio. Distanziamento sì, ma non come limite. Come ragione d'arte, invece». —
 

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