Artifragili si rimette in gioco con uno show a tema in diretta

Alejandro Bonn, Omar Giorgio Makhloufi e Davide Rossi, diplomati alla “Nico Pepe” hanno fondato a Trieste una compagnia che continua a lavorare in streaming 

Corrado Premuda

Impossibilitati a continuare la loro stagione di spettacoli, laboratori e prove, i componenti della giovane compagnia teatrale Artifragili si sono organizzati trasformando la loro pagina Facebook in una finestra per una serie di serate di intrattenimento in diretta. Attraverso Zoom, il programma che permette di creare videoconferenze a distanza, i tre ragazzi offrono un appuntamento fisso per il pubblico della rete tre giorni a settimana, il mercoledì, il giovedì e la domenica alle 21. Alejandro Bonn, Omar Giorgio Makhloufi e Davide Rossi, diplomati alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, a fine 2018 hanno fondato la compagnia Artifragili nella loro città, Trieste, e operano prevalentemente sul territorio regionale praticando un percorso in ascolto con la comunità e sempre alla ricerca di nuove collaborazioni. In linea con questi principi hanno dato il via alle loro video serate in streaming su Facebook.


«In ogni appuntamento - racconta Davide Rossi -, che coi suoi ventiquattro anni è il più giovane del gruppo - cerchiamo di avere con noi un ospite: in questo modo sullo schermo compaiono quattro riquadri e ognuno di noi partecipa dalla propria casa».

I primi ospiti sono stati Walter Sguazzin, musicista e compositore di musica elettronica, impegnato a raccontare l'evoluzione del mercato del suono ma anche le serie televisive del momento dato che su quest'ultimo argomento tiene una trasmissione su Tele Friuli; Matteo Verdiani, meglio noto come Theo La Vecia, appassionato di slam poetry, che ha interpretato parte del suo recente testo teatrale sulla paternità e insieme a Simone Modugno ha svelato alcune anticipazioni su un libro dedicato alle parole che i due stanno scrivendo; Paolo Fagiolo che partecipa ogni domenica».

«I nostri appuntamenti - spiega Rossi - sono nati per superare in qualche modo la noia della reclusione e il dispiacere per il fatto di non poter trovarci tra di noi per lavorare e contemporaneamente non poter avere un pubblico. Ricreiamo con degli effetti il fondale di uno studio televisivo e seguiamo una scaletta partendo, di volta in volta, da una domanda o un argomento. Perché nella preistoria gli animali erano così grandi? Cosa succederà al mondo quando l'emergenza del Coronavirus sarà terminata? L'intento è quello di intrattenere, mescolando lo spirito dei programmi radiofonici con momenti in stile David Letterman Show senza rinunciare al teatro».

Ecco allora Omar Giorgio Makhloufi vestire i panni di un redivivo Vittorio Gassman e i tre impegnati in riflessioni sulla recitazione insieme a Paolo Fagiolo. Un ruolo importante lo rivestono gli spettatori che commentano in diretta nella chat, fanno domande e richieste.

Prima dello stop forzato, la compagnia Artifragili era impegnata in diversi progetti, molti dei quali organizzati nel teatrino del ricreatorio Toti in cui i ragazzi sono in residenza grazie all'Area Giovani del Comune di Trieste. “Non vedo, non sento, ma posto” e “Amarti a morte” sono i due spettacoli che stanno proponendo in diverse piazze della regione, a questi si affiancano un laboratorio intensivo di teatro aperto a tutti tenuto da Makhloufi e il monologo “Boddah” in cui Rossi rilegge il mito di Kurt Cobain. —



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