La vecchia Trieste e le sue memorie tornano alla luce in via dei Fabbri

La struttura custodisce molti oggetti in uso tra ’800 e ’900, come stampe e radio a valvola

TRIESTE Storie, memorie e oggetti di uso comune di un tempo. Il tutto racchiuso in pochi metri quadri all’interno di un piccolo appartamento sito in via dei Fabbri 3.

Si chiama il Piccolo Museo ed è lo scrigno urbano privato voluto e gestito da Fulvio Madotto, allestito dal 2005 in un palazzo della prima metà dell’Ottocento e concepito come una sorta di focus sulla famiglia Cordon – Bonetti, stirpe di costruttori, inventori, artisti e grafici.


Su tale terreno storico giocano le suggestioni del Piccolo Museo di via dei Fabbri, arredato da una moltitudine di oggetti che non evocano ricchezze e patrimoni quanto piuttosto la placida “normalità” che ha accompagnato l’evolvere di quasi due secoli di vissuto a Trieste e dintorni. Ecco quindi catalogati gli oggetti legati alla comunicazione, al lavoro, al tempo libero e al modo di cucinare di un tempo.

Nello specifico sono ben 17 le categorie disegnate da Fulvio Madotto, ex dirigente dell’area grafica di una importante azienda del Comasco, ora impegnato quasi a tempo pieno tra le cifre del restauratore (www.ilrestauronline.com) e del divulgatore del passato di Trieste, grazie anche alla composizione di diversi volumi storiografici.

Mentre il coronavirus congela buona parte della vita sociale, Fulvio Madotto scartabella e indaga ancora, puntando alla prossima chicca con cui dare vita a vetrine speciali tra le mura del palazzo di via dei Fabbri: «Pare che la Principessa Carlotta, moglie di Massimiliano, fosse una cliente della sartoria della famiglia di cui conserviamo le memorie – annuncia Fulvio Madotto – e le nostre ricerche a riguardo ci portano in una sede antica di via Cavana, ci stiamo lavorando». Questo insomma il futuro del Piccolo Museo.

Nel frattempo le stanze raccontano con cartoline d’epoca, stampe, sculture, con i “ferri della nonna”, le statuine di Babbo Natale, le targhe, gli strumenti musicali, gli orologi e molto altro. Un pezzo forte? Sicuramente le vecchie radio a valvola, una sessantina circa ancora funzionanti grazie alla cura di Fulvio Madotto, una delle cifre vintage più convincenti della collezione.

Le visite sono gratuite e su appuntamento, curate dal “cicerone” Roberto Viscovich. Questi i contatti utili:fulvio_madotto@libero.it (3381547018) e robertoviscovich@yahoo.it. —


 

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