Morricone e le musiche da film con le chicche dell’amico Maur

Un tomo firmato da Maurizio Baroni raccoglie le immagini degli album, contributi di grandi del cinema e le partiture scritte a mano dal maestro per il trombettista



È un libro che soltanto uno di quei collezionisti un po’ maniacali - come ogni buon collezionista deve essere - poteva permettersi di dare alle stampe. Infatti, il “Morricone” curato da Maurizio Baroni (Lazy Dog, pagg. 368, euro 79) è una miniera di informazioni, una vera e propria Bibbia per chi ama il compositore. E, a contribuire all’imponente lavoro, fondamentale è stato colui che risulta il trombettista prediletto dell’Ennio nazionale: il triestino Mauro Maur che, dopo una vita a suonare in giro per il mondo, da qualche anno ha deciso di rimettere le tende in regione.


Maurizio Baroni da Castelfranco Emilia (la patria dei tortellini), nel tempo ha raccolto qualcosa come 25 mila tra locandine, manifesti e fotobuste, per la gran parte donati alla Cineteca di Bologna, senza trascurare altri cimeli d’ogni tipo e circa 4500 vinili, sempre riguardanti il grande schermo. Ha conosciuto Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Suso Cecchi D’Amico e altri giganti del cinema. Le colonne sonore le colleziona fin da bambino, dopo la loro scoperta, avvenuta nel segno di Leonard Bernstein: “West Side Story”, of course. Ma il primo, vero amore è proprio legato a Morricone: al fischio (di Alessandro Alessandroni) e al colpo di frusta che rappresentano il marchio distintivo dei titoli di testa di “Per un pugno di dollari”. Poi, la conoscenza si è allargata a Trovajoli, Rustichelli, Piccioni e, tra gli stranieri, a John Barry, Michel Magne e John Williams.

Ma, si sa, il primo amore non si scorda mai e “quello che provo quando ascolto la musica di Morricone nessun altro è in grado di darmelo” racconta. Al punto che «vedendo questo libro, mi sono accorto che di certi film, di cui ho registrato la colonna sonora, non me ne ricordavo neppure io» commenta Mauro Maur, che può vantare un sodalizio con il novantunenne compositore ormai di antica data.

Il volume raccoglie così oltre 550 immagini di album di colonne sonore del maestro in ordine cronologico e, quindi, adeguatamente catalogate. In altre parole, presenta la sua opera omnia per il grande schermo. Mancheranno, forse, una manciata di titoli: quisquilie e pinzillacchere, direbbe Totò. Ma se «reperire “Per un pugno di dollari” è stato estremamente facile, lo stesso non si può dire per le musiche di certi film semisconosciuti», afferma il cinefilo. Qualche esempio? Le copertine dei 33 giri di “El Greco”, lungometraggio del ’66 di Luciano Salce ispirato al pittore spagnolo, dello sceneggiato televisivo “Noi lazzaroni”, anno ’78, o del film erotico “Dedicato al mar Egeo”, del 1979, con Ilona Staller quando non era ancora Cicciolina.

Peraltro, il libro è tutto disseminato di autentiche chicche senza ovviamente trascurare i lavori più noti di Morricone come, oltre a quelli della “Trilogia del dollaro”, “C’era una volta in America”, “The mission” e “Nuovo Cinema Paradiso” (scritta assieme al figlio Andrea) fino a “The hateful height” che gli ha valso l’Oscar nel 2016: il secondo per lui, in quanto il primo, nel 2007, era stato onorario.

Andando a casa Maur, a Villa Vicentina, Baroni si è stropicciato gli occhi di fronte a certe perle, che sarebbe stato sciocco non riprodurre nel volume. Il musicista triestino ha quindi prestato al collezionista alcune partiture scritte a mano da Morricone e a lui dedicate affinchè venissero pubblicate, “altrimenti sarebbero rimaste per sempre solo sulle pareti della mia abitazione”: è il caso del brano “Una tromba” sigla portante dei vari episodi del grande progetto televisivo “La Bibbia”, ma non si può certo tralasciare il tema principale di “Bugsy”, il film con Warren Beatty nelle vesti del celebre boss mafioso Bugsy Siegel. E gli esempi potrebbero continuare.

Mauro Maur per il libro ha anche scritto qualche riga sul rapporto che da anni lo lega al compositore e in ciò è in ottima compagnia. Sono molti, infatti, i grandi nomi del cinema che hanno fatto lo stesso: Dario Argento, Liliana Cavani, Giancarlo Giannini, Giuliano Montaldo, Franco Nero, Nicola Piovani, Quentin Tarantino, Giuseppe Tornatore (che ha spronato Baroni nel portare a termine il colossale lavoro), Carlo Verdone. E ancora: John Boorman, John Carpenter, Gino Paoli e altri ancora.

Poi, ci pensano i brevi testi di Germano Barban a far sì che il libro costituisca non soltanto un elenco di copertine, per quanto interessanti, e di pagine su Morricone, per quanto autorevoli, ma un prezioso strumento per conoscere quella storia del cinema che ha, quale fil rouge, le note. Quelle del Maestro Morricone, appunto. —

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