Un terremoto per “amico”: in Stazione apre la mostra dell’Ogs

Il 6 maggio 1976, alle 21 circa, la terra tremò in Friuli. I morti furono 990, oltre 100 mila gli sfollati, 18 mila le case distrutte

Immagini, piccole postazioni sperimentali e momenti di approfondimento con esperti

TRIESTE Un focus sulle caratteristiche dei fenomeni sismici e un accorato ricordo di uno studioso del settore. Si intitola “Un terremoto per amico” ed è la mostra in programma dal 15 gennaio al 14 febbraio, con taglio del nastro il 14 gennaio alle 18, nello Spazio Trieste della conoscenza di piazza Libertà 8 (all'interno della stazione ferroviaria), progetto ideato da Laura Peruzza dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale-Ogs, attuato in collaborazione con Trieste Città della conoscenza.

Immagini, grafici, documentazioni e soprattutto relazioni dal vivo animate da esperti nel campo della ricerca permetteranno di familiarizzare con molti aspetti legati ai terremoti per imparare a conviverci limitandone le conseguenze negative. Il percorso si caratterizza in tal senso e punta a fornire un quadro tecnico e culturale sul tema, aprendo una vetrina sulle tecnologie moderne che fanno da supporto alla prevenzione dei fenomeni sismici. Il progetto vive anche nel segno di un omaggio, quello alla memoria di Marco Mucciarelli, sismologo e già direttore del Centro di ricerche sismologiche dell’Istituto di oceanografia e di geofisica sperimentale, scomparso nel 2016, assertore dell’importanza del culto dell’informazione e della prevenzione, il cui credo è ben riassunto nel suo manifesto etico: “Ogni giornata passata senza fare prevenzione, è una giornata persa”. Un appello che proverà a ritrovare il suo senso nella mostra, coniugata tra l’altro a un’edizione speciale di “Io non rischio”, campagna della Protezione Civile.


L’esposizione si nutre anche di varie conferenze, con la prima in programma venerdì, alle 18, intitolata “La leggenda della magnitudo e altri racconti. Le false credenze sui terremoti”, con relatrice la ricercatrice Ogs Angela Saraò. Gli incontri proseguiranno il 24 alle 18, con in cattedra Alessandro Rebez e Teresa Tufaro (“Cosa succede dopo un terremoto? Dai volontari sentinella all’agibilità degli edifici”) e il 25 con due tappe: dalle 9 alle 16 con la campagna “Io non rischio” e alle 11.30 con “Il terremoto del 1348: analogie e differenze con quello del 1976”, curato da Alessandro Vuan e Miriam Davide. Il 31, alle 18, “La musica della Terra”, con Giuliana Rossi e Stefano Parolai. Venerdì 7 febbraio, alle 18, ecco “Ma se c’è un pericolo, io rischio?”, conferenza con Dario Slejko, e venerdì 14 febbraio, alle 18, “Sismicità indotta, ovvero quando l’uomo fa le pentole… e cerca il coperchio” con Enrico Priolo. Info su www.triesteconoscenza.it.
 

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