Con la spada e la benedizione. Così Carlo Magno “creò” l’Europa

Lezione di storia oggi al Verdi: lo storico e scrittore Alessandro Vanoli interverrà su “Carlo Magno. Il potere in una corona”

Confermato anche domenica 8 dicembre l'ormai tradizionale pienone al teatro Verdi per la conferenza di Alessandro Vanoli

TRIESTE Come sempre affollatissimo, domenica 8 dicembre alle 11, al teatro Verdi di Trieste, è andata in scena la Lezione di Storia, nell'ambito del seguitissimo ciclo promosso dal Comune di Trieste, ideato dagli Editori Laterza con il contributo della Fondazione CRTrieste, la sponsorizzazione di Trieste Trasporti e la media partnership de “Il Piccolo”.

La terza lezione del ciclo dedicato a “I volti del potere” vede protagonista lo storico e scrittore Alessandro Vanoli, a parlare del tema “Carlo Magno. Il potere in una corona”, introdotto dal giornalista de “Il Piccolo” Roberto Covaz. Tutte le lezioni sono registrate e messe a disposizione dei lettori sul sito de “Il Piccolo”. Venti posti nelle prime file sono stati riservati ai membri della community Noi Il Piccolo.



Alla fine dell’VIII secolo, all’indomani della vittoria contro i Longobardi, Carlo Magno si ritrova a essere l’unico re d’Europa realmente potente: padrone di due grandi regni che si allargano dal Mare del Nord sino all’Adriatico, includendo la stragrande maggioranza dei cristiani di rito latino. Tutto attorno i pagani, i nemici di Dio: i Sassoni celati nelle foreste della Germania settentrionale e ancora più in là i Danesi e gli Slavi. Non è un problema: i Franchi di Carlo Magno sono un popolo guerriero e hanno un’antica abitudine ad attaccare e sottomettere i vicini.

Ma adesso, più ancora che in passato, quelle guerre di invasione si presentano con un’inequivocabile legittimazione religiosa. Ogni qualvolta il re leverà la spada contro i suoi vicini, la benedizione del papa lo accompagnerà e il Dio degli eserciti guarderà con compiacimento alle sue imprese. Così sarà ad esempio per la guerra più dura e più gravida di conseguenze: quella contro i Sassoni, che durerà più di vent’anni e spingerà i confini della cristianità sino all’Elba. Quelle che porteranno i Franchi a unificare una buona parte l’Europa. Le guerre dunque, quelle contro i Longobardi e i Sassoni, ma anche quelle contro gli Arabi di Spagna o gli Avari di Pannonia.

Altrettanto importante, oltre alle guerre, la diplomazia: i difficili rapporti con Bisanzio; gli scambi e doni con il califfo Harun al-Rashid. E naturalmente le relazioni intrecciate con la Chiesa e con i papi di quei complicati anni.

Alcuni anni fa, in tutta questa grande storia si è voluto vedere il primo germe di un’idea d’Europa. Forse sarebbe chiedere troppo a Carlo Magno. Di sicuro però la sua parabola racconta delle radici di una nuova idea di potere, di un senso nuovo della regalità e dell’impero, che segnerà la storia d’Europa sino ai nostri giorni. —


 

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