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Italo Svevo giornalista si burlava della lentezza del tramway di Servola

Esce a cura di Brian Moloney il quarto tomo dell’edizione nazionale delle opere in cui emerge  la necessità dell’autore della Coscienza di Zeno di affinare anche sui quotidiani la sua scrittura. L’insieme dei testi spazia dalla riflessione filosofica all’indagine saggistica, Nelle pagine del diario lo sconforto per il romanzo “Una vita” da egli stesso definito “una porcheria” 

TRIESTE. Scrivere, scrivere sempre, per tutta la vita, ma farlo quasi di nascosto. Uno dei crucci di Italo Svevo è stato quello di non potersi dare pienamente alla sua passione per la letteratura. Per eludere i rimproveri di un padre rigoroso che aveva la testa solo per gli affari e attribuiva poca importanza alla cultura in generale, Svevo scappava nella Biblioteca civica di piazza Hortis, dove poteva leggere e studiare in pace.

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