Diabolik a Trieste regia dei Manetti Bros. A novembre si gira il finale del film

I Manetti gireranno il colpo finale e la fuga di Diabolik ed Eva Kant tra Trieste, Portopiccolo, Duino

Il duo cercava location particolari trovate solo in città tra le altre, Stazione Marittima e caveau della Fondazione CrT

TRIESTE. Diabolik arriva a Trieste: il prossimo autunno i Manetti Bros gireranno in città le spettacolari scene finali del loro nuovo film sul mitico ladro dei fumetti creato dalle sorelle Giussani. Realizzato dalla Mompracem, la casa di produzione dei due fratelli, registi anche di “Ammore e malavita” e “L’ispettore Coliandro” in tv, “Diabolik” sarà il film di punta di Rai Cinema nella stagione 2019-2020. E il grande “colpo” finale sarà ambientato sulle Rive triestine: «Altre location saranno a Bologna e Milano, ma tutto il finale sarà girato a Trieste per una quindicina di giorni, tra fine novembre e inizio dicembre», anticipa Federico Poillucci, presidente della Fvg Film Commission.

Sullo schermo Trieste si trasformerà in Ghenf, ovvero la città sul mare dove Diabolik opera. Ovviamente l’ambientazione sarà anni ’60, come nei comics pubblicati fin dal 1962 dalle geniali Angela e Luciana Giussani con la casa editrice Astorina. «La scena clou sarà nella Stazione Marittima, che diventa una banca sul mare, location di un colpo di Diabolik con annessa fuga in motoscafo dal molo della Stazione insieme alla sua fidanzata Eva Kant», specifica Poillucci. «Ci saranno poi due scene di azione e di fuga dalla polizia, una in Strada del Friuli e una in Borgo Teresiano. E gireremo in una villa a Duino e a Portopiccolo».


Ancora una volta Trieste si è dimostrata la soluzione giusta per scovare location piuttosto difficili: «Per la banca, i Manetti cercavano espressamente un edificio con la facciata che desse le spalle al mare», spiega Poillucci. «Non sono riusciti a trovare quello giusto a Marsiglia, Napoli e Genova. Poi, su suggerimento del produttore di Vela Film, che produce “L’ispettore Coliandro” ma anche “La porta rossa”, sono venuti a Trieste. Dopo l’incidente di Msc a Venezia, molte navi sono state dirottate su Trieste: è diventato complicato trovare giorni liberi per le riprese. Per questo devo ringraziare la Ttp e il presidente Zeno D’Agostino che sono riusciti a trovare per noi sei giorni disponibili per il film. L’altro ringraziamento è alla presidentessa della Fondazione CRTrieste Tiziana Benussi e al direttore Paolo Santangelo che ancora una volta, dopo “La porta rossa”, sono stati disponibili ad accoglierci per un’altra location complicatissima: ai Manetti serviva il caveau di una banca, che sarà appunto l’ex caveau della Fondazione».

Diabolik, il ladro più affascinante e inafferrabile dei fumetti italiani, era già arrivato al cinema nel 1968 nel film cult di Mario Bava, interpretato da John Phillip Law. L’attore che gli darà il volto in questa nuova versione, sotto la leggendaria tutina nera, non è ancora stato rivelato. «Diabolik è il sogno che inseguiamo da sempre», avevano dichiarato nei mesi scorsi i Manetti, che conoscono già bene Trieste: nel 2010 sono stati ospiti di Trieste Science+Fiction, dove avevano vinto il Meliès d’or con “L’arrivo di Wang”, e l’anno scorso sono stati protagonisti di una retrospettiva a ShorTS-International Film Festival. Quello dei due fratelli è da sempre un cinema d’autore che flirta con il genere, il fantastico, l’azione. Stavolta si confrontano con un mito, ma la fedeltà al personaggio originale è assicurata: la sceneggiatura è scritta dai registi insieme a Mario Gomboli, direttore di Astorina e storico curatore dei soggetti del fumetto. —
 

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