Caterina e Danilo, parole e piano sulle tracce di Lelio Luttazzi

ROMA. Swing e tanto affetto, gli ingredienti vincenti per la terza edizione del Premio Lelio Luttazzi. La finale di venerdì ha visto esibirsi alla Casa del Jazz di Roma i sei finalisti: tre per la categoria pianisti jazz - Francesco Maria Saporito, Francesco Pollon, Danilo Tarso - e tre per quella dei cantautori - Chiara Nikita Masini, Giorgia Vianello, Caterina Comeglio -. I giovani, selezionati lo scorso maggio a Trieste, hanno regalato al pubblico i loro brani inediti e i pianisti si sono lasciati anche trasportare dai pezzi di Luttazzi "Troppo tardi", "Buonanotte Rossana", "Mi piace".

A condurre la finale con brio ed eleganza è stato Dario Salvatori che ha sottolineato l'importanza di concorsi musicali di qualità e del lavoro della Fondazione Luttazzi per ricordare il maestro.


Viene da chiedersi: cos'è che non ha fatto Luttazzi? Ed è proprio da questo interrogativo che è iniziata la serata. In attesa che la giuria - Riccardo Biseo, Marco Tiso, Franco Piersanti, Stefano Palatresi, Rita Marcotulli - decidesse i due vincitori, i presenti sono stati conquistati dal LelioSwing Quartet formato da Massimo Moriconi, Nico Gori, Lorenzo Hengeller e Gianluca Nanni, che ha conquistato il pubblico con "Il giovanotto matto", "Vecchia America", "Souvenir d'Italie". Tra gli ospiti c’era anche Sara Guidolin con "Stella By Starlight", una diciannovenne selezionata dalla Fondazione per la sua voce jazz, che si è esibita col chitarrista Matteo Mancuso.

«A me - spiega Caterina Comeglio, vincitrice cantautori - ha sempre colpito il fatto che nei brani di Luttazzi non ci sia solo puro intrattenimento ma quell’ironia che presuppone intelligenza». La concorrente di 28 anni di Milano con "Scheletri a ballare" si è aggiudicata la vittoria per la coerenza del suo testo con l'andamento musicale e l'esecuzione. Mentre per i pianisti jazz il premio è andato a Danilo Tarso (27 anni, Taranto) e al suo brano "Dear John", per la maturità espressiva e raffinatezza d'esecuzione e originalità nella composizione. «Lelio Luttazzi è una figura incredibile - dice Tarso -. È meraviglioso che nella nostra storia ci sia un pianista jazz di questo calibro che ha lasciato un patrimonio incredibile».

A consegnare le due borse di studio offerte da Nuovo Imaie è stato il consigliere Imaie Andrea Marco Ricci, mentre le targhe sono state assegnate dalla moglie di Lelio, Rossana Luttazzi. La terza edizione del Premio ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Nadia Pastorcich



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