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Sarafian va “Dritto sui denti” con la sua Trieste dall’anima pulp

Nei racconti della raccolta violenza e incubi splatter per un mondo senza sconti tra night club e delinquenti slavi

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Violenza, sopraffazione, bullismo, crudeltà. Un mondo hobbesiano, dove ogni uomo è pronto ad azzannare l’altro in una lotta mortale per la sopravvivenza, un mondo desertificato di affetti e pietà, un grado zero dell’esistenza animale, fa da sfondo ai racconti di ‘Dritto sui denti’ (Jolly Roger, 206 pagg., 15 euro). L’autore si firma T. Sarafian e di sé rivela che fa l’istruttore di Krav Maga, un sistema di combattimento nato per addestrare l’esercito israeliano, e vive in una città “dell’estremo nord est al confine con la Slovenia”.

Insomma Trieste. Una Trieste che per una volta indossa un anima pulp, dove una serata in Carso per bere una grappa prende la piega di un incubo splatter per tre amici sequestrati da una banda di slavi e poliziotti corrotti, da cui usciranno solo dopo un macello di spari in faccia e martellate sul cranio. Nel racconto d’apertura, “One night in Carso”, un personaggio, insegnante di arti marziali, svela la filosofia del libro: “L’umanità si divide in due categorie, pecore e lupi. Ma mentre i lupi non possono evolversi, anche perché non ne hanno necessità, le pecore sì. Avviene di rado e dolorosamente, ma il risultato è quel che chiamo il cacciatore. Può rompergli il culo, ai lupi”.

I personaggi di Sarafian si muovono di notte, tra night club popolati da prostitute dell’est e delinquenti slavi, come il buttafuori giunto alla soglia dei cinquant’anni ma sempre in grado, se è il caso, di spaccare la faccia a chi fa casino nel locale. Anche nella logica della violenza, per la cui descrizione Sarafian si serve di molto fumettistici ‘bum bum’ e ‘aargh’ che amplificano il potere evocativo della narrazione, c’è una differenza. La spiega il protagonista del racconto che dà il titolo alla raccolta quando rivela il motivo che lo ha spinto a diventare istruttore di arti marziali: il mondo è popolato da belve e se non vuoi essere il loro pasto, impara a difenderti e diventa belva a tua volta, anche se non è la tua natura. Non ci sono buoni e cattivi, solo alcuni cattivi per indole e altri per difesa, spesso per vendicare un abuso subito da piccoli. Una visione del mondo senza speranza, in cui è scomparsa ogni ombra del patto sociale per cui l’esercizio della violenza è stata affidata allo stato. Meglio fare da sé, dicono i personaggi di Sarafian, come il ‘Sindaco’ che con la voce di Darth Fener, lo sguardo da lupo e una forza straordinaria regnò incontrastato per anni su un riconoscibilissimo Borgo, fino a morire, tra cronaca e leggenda, non molti anni fa. —



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