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«Quel 23 aprile in via Ghega riuscii a sfuggire ai nazisti subito dopo l’attentato»

Una testimonianza inedita rilasciata di recente prima di morire dall’antifascista Augusta Zebochin, che ricorda l’uccisione di 51 ostaggi a Trieste nella primavera del 1944 

TRIESTE Il 23 aprile 1944 a palazzo Rittmeyer di Trieste, oggi sede del Conservatorio Tartini, allora Casa del Soldato tedesco, furono impiccati 51 ostaggi: erano civili, partigiani e politici italiani, sloveni e croati, tratti dalle carceri del Coroneo per rappresaglia all’attentato compiuto il giorno prima da un partigiano azero: Mehti Husein Zade (Mihajlo). Al confine orientale molti azeri, soldati dell’Armata Rossa, già prigionieri della Wehrmacht, agli inizi del’44 si erano uniti alla Resistenza.

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