Guanciale accosta La porta rossa: «A Trieste una parte dei miei affetti»

Un trionfo al Rossetti la serata con la proiezione delle ultime due puntate della fiction girata in città: «Non dimenticherò mai l’accoglienza, faremo la terza serie»

Selfie, risate e tanti protagonisti: al Rossetti si festeggia la Porta Rossa 2

TRIESTE «Non dimenticherò mai, mai l’accoglienza del pubblico quando sono entrato sul palco del Teatro Rossetti alla fine della proiezione. A Trieste posso solo dire grazie per come ha cambiato la mia vita e per come ha fatto crescere la mia professione». Così Lino Guanciale, emozionatissimo, dal palco del Teatro Rossetti ha restituito a Trieste tutto l’amore che la città ha riversato su “La porta rossa”. La serata speciale organizzata per la proiezione delle ultime due puntate della serie di Rai Due è stata un trionfo: 1300 persone in sala, Rossetti sold out e soprattutto un’energia e un calore che il capoluogo giuliano non aveva mai dimostrato così forte per prodotto audiovisivo girato sul territorio.



«A Trieste ho trovato degli amici personali, ho spostato parte della mia vita affettiva qui: è un posto in cui torno non solo per lavorare volentieri ma perché ci sto bene», ha detto Guanciale.

E infatti i fan possono dormire tranquilli: come ha confermato ufficialmente l’attore sul palco, «la terza stagione de “La porta rossa” si fa». Anche perché gli ascolti degli ultimi due episodi sono stati eccezionali: 12,4% di share, 2 milioni e 800mila spettatori, l’hashtag #LaPortaRossa2 inespugnato trend topic su Twitter per quasi 12 ore con più di 26mila tweet. «E la puntata di ieri ha chiuso al 17% di share», precisa Guanciale. «Questi dati, intrecciati col volume di scambio social sulla serie, dimostrano che si è innescato un piccolo fenomeno di culto. Questo risultato significa tantissimo per noi: “La porta rossa 2” si conferma prodotto di punta della rete pubblica anche sul fronte degli ascolti e non solo della qualità. Significa che scommettere sull’innovazione funziona, che il pubblico televisivo ama sulla Rai anche prodotti di una certa ambizione. Sono felicissimo di essere su questa barca e che Cagliostro sia il simbolo di questa piccola rivoluzione. Un ringraziamento va soprattutto alla gente che ci ha seguito: siamo andati in onda in un periodo duro, quasi sempre contro partite importanti di Champions League e programmi che, sulle altre reti, andavano ben oltre la durata della nostra serie».

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Adesso, a seconda stagione terminata, lo aspetta un difficile “post-Cagliostro”: «C’è stato un tale investimento di affetto e approvazione da parte del pubblico che ora Cagliostro mi mancherà tanto. Finché non tornerà, lo aspetterò con ansia. Farò delle belle chiacchierate con gli sceneggiatori per capire in che direzione poter andare».

Quest’anno Guanciale debutta anche con la sua prima regia teatrale, “Le nozze” di Elias Canetti: «Una sfida che mi inquieta ma mi rende molto felice: Canetti è un autore che amo moltissimo, ci lavorerò con un cast di attori neodiplomati della scuola di teatro Iolanda Gazzerro di Modena». Per cinema e tv, dice, «ci sono tante belle offerte, si tratta solo di trovare degli incastri: vale la pena ancora di stringere i denti lavorando tanto come sto facendo, perché il mio desiderio è assestarmi sul trend di “La porta rossa”, lavorando con registi e colleghi bravi, in contesti belli, puliti e stimolanti come quel set, dove ognuno, a prescindere dal contributo che era chiamato a dare in termini di ruolo, ha sempre avuto modo di sentirsi necessario». –


 

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