Los Angeles chiama Trieste per avviare una rete di assistenza psichiatrica

Nella megalopoli del cinema ci sono 30 mila senzatetto, 52 mila nella Contea, un terzo con disagio. Dal 2020 partirà un centro di salute mentale comunitario ispirato al modello di Franco Basaglia 

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TRIESTE Quando si parla di Los Angeles, una delle città più ricche al mondo e la metropoli più popolosa della California, nelle nostre menti nutrite da film e serie tv il pensiero va alle lussuose ville di Beverly Hills o agli studios della Paramount Pictures a Hollywood. Ma anche se nell’immaginario comune LA è nota come la città delle star e del cinema questo è solo un lato della medaglia: a pochi isolati dai distretti finanziari sorge infatti un’immensa tendopoli.

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Un bacino di disperati

La chiamano Skid Row ed è uno dei più grossi agglomerati di homeless degli Stati Uniti. Ospita circa 5 mila senzatetto, mentre sono oltre 30 mila in città e 52 mila nella Contea: circa un terzo di loro sono affetti da patologie psichiatriche. Una situazione pesante, su cui ora si tenterà di intervenire prendendo a modello il sistema triestino di gestione delle persone con problemi di salute mentale. Dal primo gennaio 2020 infatti proprio a Hollywood si sta pianificando di aprire un centro di salute mentale comunitario ispirato al “sistema Trieste”: un progetto pilota che porterà l’esperienza basagliana al di là dell’oceano. Per cinque anni si studieranno i risultati di questo esperimento sulle persone con problemi di salute mentale e sulle loro famiglie, in un bacino di utenza di circa 100 mila abitanti, in linea col modello triestino, e i ritorni sull’investimento.

Lo scambio

Quest’operazione è il frutto di un accordo di collaborazione tra il Dipartimento di salute mentale della Contea di LA (10 milioni di abitanti) e quello triestino: nel novembre 2017, incoraggiato dal noto psichiatra americano Allen Frances, è partito il progetto “Trieste in the United States”. «Gli Stati Uniti sono il posto peggiore per i malati mentali, Trieste è il migliore - scrive sull’Huffington Post Frances, dopo aver visitato per ben due volte i luoghi triestini della salute mentale -. Siamo i peggiori perché abbiamo finanziato pochissimo i programmi di trattamento, di recupero e di alloggio per persone con gravi problemi mentali. Come risultato abbiamo 350mila persone in carcere per “crimini” fastidiosi ma evitabili e 250mila senzatetto negli Stati Uniti. Trieste invece è il luogo migliore perché s’interessa dei malati mentali e li tratta come persone. L’enfasi è sull’inclusione sociale, sul fornire alloggi dignitosi, un lavoro, degli amici, un posto sicuro nella società».

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Lo standard migliore

Su impulso di Kerry Morrison, che per circa vent’anni è stata direttrice esecutiva dell’Hollywood Property Owners Alliance (associazione di proprietari immobiliari per il miglioramento del distretto hollywoodiano) e a capo di numerosi progetti pubblici e privati per migliorare le condizioni dei senzatetto, a novembre 2017 una delegazione della contea di LA e del suo Dipartimento di salute mentale, diretto dallo psichiatra Jonathan Sherin, ha visitato Trieste per studiare il suo sistema sanitario e in particolare i Centri di salute mentale aperti 24 ore su 24 e dotati di posti letto. «Grazie a questa visita e alle intense interazioni con il Dipartimento di salute mentale triestino e il suo direttore, Roberto Mezzina, sono completamente convinto che il modello Trieste rappresenti lo standard migliore da cui partire per mettere in piedi una rete di cura e assistenza per i malati mentali», ha dichiarato Sherin.



La signora Morrison, che dopo 22 anni di lavoro ha deciso di licenziarsi per dedicarsi interamente a questo progetto, si trova attualmente a Trieste, dove per un mese seguirà l’attività dei servizi come volontaria: nel suo blog “Accoglienza: lessons for America” racconta quasi quotidianamente questa esperienza. «Non era mai successo, fra le tante domande di cooperazione internazionale, che ci arrivasse una richiesta diretta d’intervento negli Stati Uniti - evidenzia Mezzina -. La delegazione che ci ha fatto visita era composta non solo dagli esponenti del Dipartimento di salute mentale di Los Angeles, ma anche da autorità politiche della contea. Il loro obiettivo è di riformulare completamente i servizi di LA, che oggi sono estremamente frammentati e si basano su una sorta di mini manicomi residenziali chiusi, da cui gran parte delle persone tenta di fuggire preferendo piuttosto la vita di strada, ma finendo spesso in enormi prigioni totalmente dedicate ai malati psichiatrici, come “Twin Towers”, con 5 mila presenze».

Una Rivoluzione

Mezzina stesso, insieme a una delegazione triestina, ha potuto toccare con mano questa situazione devastante nel corso di una visita a Los Angeles nel settembre 2018. «A colpire i delegati di LA nella loro visita ai servizi triestini è stato in particolare il nostro sistema inclusivo, con centri di salute mentale a porta aperta e a bassa soglia, cui le persone possono rivolgersi per una risposta immediata, dei percorsi di presa in carico e di inserimento sociale, abitativo e lavorativo, con un’attenzione alla persona nella sua interezza: è l’esatto contrario di un sistema che crea contenitori di esclusione sociale» sottolinea Mezzina, che racconta come i californiani siano rimasti estremamente colpiti da una città nelle cui strade non si riversano centinaia di disgraziati senzatetto.

La delegazione triestina Los Angeles

«Oltre alla contea di Los Angeles ci sono altre cinque contee in California interessate ad avviare progetti pilota come questo. E se la California si mette in moto altri stati americani potrebbero seguirla a ruota: il nostro auspicio - conclude Mezzina - è che gradualmente si possa rivoluzionare l’intero sistema di salute mentale americano».—


 

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