L’Angelo nero di Leonor Fini nel ballo mitico a Palazzo Labia

Dal 16 aprile a Villa Pisani di Stra le immagini dell’archivio Cameraphoto documentano gli splendidi costumi di Dior per la festa di Carlos de Beisteguy

VENEZIA. 1951, un anno magico per Venezia. Gli scorci più intriganti della città sono coprotagonisti dalla campagna che in tutto il mondo diffondeva le proposte di quello che è il sarto più popolare del momento: Christian Dior. E, nello stesso anno, il 3 settembre si celebra a Palazzo Labia il “Ballo del Secolo”, quel Bal Oriental voluto da Don Carlos de Beistegui y de Yturbe, che richiamò dai 5 continenti un migliaio di protagonisti del jet set. Un ballo in maschera che impegnò Dior, con Dalì, il giovanissimo Cardin, Nina Ricci e altri, in veste di creatore dei costumi per gli illustrissimi ospiti. Un evento che riverberò nel mondo i fasti del Settecento Veneziano. Silenziosi testimoni di entrambi gli eventi furono i fotografi di Cameraphoto, l’agenzia fotografica veneziana fondata nel ’46 da Dino Jarach, che in quegli anni “copriva” e documentava tutto ciò che di speciale accadeva a Venezia e non solo.

Per volontà di Vittorio Pavan, attuale conservatore dell’imponente Archivio di Cameraphoto, dichiarato di eccezionale interesse culturale dal Ministero (la sola parte storica vanta oltre 300 mila negativi schedati) e di Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale Veneto, le immagini di quei due storici avvenimenti vengono esposte, dal 12 aprile al 3 novembre, al pubblico. Per farle riemergere si è scelta Villa Nazionale Pisani a Stra, impreziosita dagli affreschi di Giambattista Tiepolo. Artista che dominò, dai soffitti di Palazzo Labia, la memorabile festa del 1951.


Pavan, per questa mostra, ha selezionato 40 immagini della collezione messa in scena a Venezia da Christian Dior. Canali, chiese, palazzi non sono mai un puro sfondo ma protagonisti alla pari delle creazioni del grande sarto.

Il secondo nucleo della mostra è dedicato al Gran Ballo di Palazzo Labia, l’evento mondano del secolo, dove furoreggiò, tra le altre signore, Leonor Fini, con un’incredibile mise da “Angelo nero”. L’invito di don Carlos raggiunse mille persone. Dior, con una schiera di giovani sarti e con Dalì, venne impegnato a creare i più affascinanti abiti, tutti a richiamare il ’700 di Goldoni e Casanova. Costumi per persone ma anche per i levrieri e altri cani che accompagnavano i padroni.

Le torce quella favolosa notte illuminarono i Duchi di Windsor, i Grandi di Spagna, l’Aga Khan III, il Re Faruq d’Egitto, Winston Churchill, molte teste coronate, principi e principesse, schiere di milionari, artisti come Fabrizio Clerici e la Fini, stilisti come Balenciaga e Elsa Schiapparelli, protagonisti del jet set come Barbara Hutton, Diana Cooper, Orson Welles, Daisy Fellowes, Cecil Beaton (le cui immagini, pubblicate da Life, i Polignac, e Rothschild. Ad accoglierli, in mezzo a nuvole di ballerine e Arlecchini, il padrone di casa che, camminando su piattaforme alte 40 centimetri, dominava abbigliato da Re Sole. Lui era l’erede di una immensa fortuna creata in Messico. Aveva acquistato Palazzo Labia ed ora lo offriva ai suoi amici. —

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