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Una designer e un entomologo, così nascono le spille per segnalare i coleotteri a rischio

Al Museo di Storia Naturale i pezzi di Ylenia Deriu con la consulenza di Andrea Colla: l’arte si occupa della diversità animale

3 minuti di lettura

Trieste, una collezione di gioielli ispirata alle schiene dei coleotteri in via d'estinzione

TRIESTE L’idea è decisamente originale: trarre ispirazione dal mondo degli insetti osservati al microscopio, dalle loro intricate geometrie e dai loro colori straordinari, per la creazione di gioielli contemporanei che aiutino a riflettere sull’importanza della tutela della biodiversità. Scienza e design artistico si fondono nella mostra “Elitre. Alterazioni di scala nelle urgenze dell’Antropocene”, visitabile fino al 28 aprile al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste. Frutto della creatività della designer Ylenia Deriu, l’esposizione nasce da una ricerca sul mondo degli insetti realizzata in collaborazione con l’entomologo Andrea Colla all’interno della sterminata collezione posseduta dal Museo. Tra le migliaia di specie della collezione provenienti da tutto il mondo sono state individuate le più significative in relazione ai cambiamenti ambientali in atto, sia in ambito locale che internazionale. Perché quando si parla d’estinzione difficilmente si guarda all’incredibilmente piccolo che ci circonda. Il pensiero di solito va ai grandi mammiferi che stanno scomparendo dal nostro presente: elefanti, rinoceronti, balene, gorilla, panda, creature fortemente iconiche che l'uomo sta decimando con caccia, pesca, inquinamento e deforestazione. Eppure gli insetti sono creature molto più vicine a noi, condividono le nostre case e le nostre sorti, dominano in ogni ambiente non marino e a loro è legato il futuro della vita su questo pianeta.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) Gioielli tra i pezzi della collezione del Museo di Storia naturale]]

Per esplorare il mondo di queste minuscole creature l’entomologo ha selezionato insieme all’artista una serie di esemplari, tutti appartenenti alla famiglia dei coleotteri, che si trovano a dover affrontare, in diversi habitat e zone del globo, le conseguenze dei cambiamenti ambientali dovuti all’intervento umano. Gli insetti sono stati analizzati al microscopio, passando in rassegna strutture, forme, colorazioni tra le più diverse e inaspettate: composizioni incredibili, prodotte da una storia evolutiva durata centinaia di milioni di anni, che sono diventate lo spunto per la realizzazione di una serie di quindici spille tutte da indossare.

Ylenia Deriu si è focalizzata in particolare sulla rappresentazione delle elitre, le ali anteriori sclerificate di cui sono dotati i coleotteri e gli emitteri, e delle microstrutture che caratterizzano il dorso di ciascun insetto, stravolgendone la scala e reinterpretandole per renderle visibili ad occhio nudo. Le ha trasformate in gioielli realizzati attraverso un’ampia sperimentazione di tecniche di lavorazione e di materiali, spaziando dall’ottone al carbone, dal gesso all’oro, dalle perline di vetro alle pietre dure, dal Corian al filo di nylon, dalla resina al rame. «Con questo progetto di design sperimentale raccontiamo storie tanto silenziose quanto importanti per il futuro nostro e del pianeta», sottolinea l’artista, la cui ricerca combina in una sintesi originale la complessità morfologica della natura e la razionalità della produzione industriale.

Con questa mostra le sue opere, che sono già state esposte in personali e collettive in ambito internazionale (dal Museum of Art and Design di New York all’Art Gallery Putti di Riga, fino all’Artlife Gallery di Venezia), per la prima volta vengono proposte all’interno di un Museo di Storia Naturale. Le spille sono presentate in quindici diverse bacheche dislocate all’interno del percorso espositivo del museo: ogni opera è accostata all’insetto che l’ha ispirata e accompagnata da una didascalia che ne racconta la storia, soffermandosi sul cambiamento ambientale cui è sottoposto (i testi sono di Andrea Colla, Nico Covre e Tiziana Pers).

Un video posizionato all’inizio del percorso inquadra il problema dal punto di vista scientifico, sottolineando le pesanti conseguenze dell’azione dell’uomo e dei mutamenti ambientali sulla vita degli insetti: studi rigorosi condotti in alcuni parchi naturali della Germania stimano, per esempio, che negli ultimi decenni la popolazione totale degli insetti abbia subito una diminuzione pari al 70%. «Sono numeri impressionanti, che stanno causando ripercussioni sulle popolazioni di uccelli insettivori, sui vertebrati la cui dieta negli stadi giovanili è prevalentemente basata sugli insetti, come pesci d’acqua dolce e anfibi, sulle piante che affidano agli insetti l’impollinazione e dunque la riproduzione. Tutto ciò e molto altro avrà delle conseguenze dirette sulle nostre vite in modi che neanche riusciamo a immaginare», evidenzia l’entomologo Andrea Colla.

L’esposizione “Elitre. Alterazioni di scala nelle urgenze dell’Antropocene” si svolge nell’ambito del progetto Rave East Village Artist Residency, che vuole stimolare una riflessione sulla responsabilità dell'arte contemporanea nei confronti dell'alterità animale. Anticipa e celebra la ricorrenza del Darwin Day che cade oggi (giorno della nascita di Charles Darwin). Nel corso della mostra sarà proposto anche un incontro curato da Andrea Colla dal titolo “Evoluzione sotto gli occhi. Le prove dell’evoluzione osservando i reperti del Museo”. L’appuntamento, che si terrà all’interno del laboratorio di entomologia e microscopia del Museo, si svolgerà sabato 16 febbraio in tre turni: alle 11, alle 12 e alle 13 per gruppi di 15 persone al massimo (per info e prenotazioni telefonare al 040 6754603 o inviare una mail a sportellonatura@comune.trieste.it). —


 

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