“La porta rossa” si riapre su una Trieste inquietante

Lino Guanciale e Gabriella Pession da domani su Rai Due nella seconda stagione. L’attore: «Questa volta in pericolo c’è il futuro della mia bambina»

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TRIESTE «Trieste ha una scontrosa grazia», scriveva Umberto Saba, e quando appare sullo schermo, sospesa tra il Carso e il mare, tra gli edifici antichi del Porto vecchio e la sontuosità del suo centro storico, si trasforma in sfondo ideale per qualunque storia. Una città di contrasti che, a partire da domani, rivedremo sul piccolo schermo grazie alla seconda stagione di un grande successo di Rai Due come “La porta rossa”. Un thriller, che mescola realismo e soprannaturale, problematiche esistenziali e metafisica. Dicotomie, che Trieste accoglie facendosi notturna e piovosa, a tratti inquietante, sempre bellissima. Palco ideale per raccontare le avventure del Commissario Cagliostro, rimasto nel mondo dei vivi dopo la sua morte per scoprire l’identità del suo assassino e mettere in salvo sua moglie Anna.

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Dopo una prima stagione che appariva conclusiva, gli ideatori Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi rilanciano la storia mettendo in discussione tutte le certezze che chiudevano l’ultima puntata. «Questa volta, in pericolo c’è il futuro della sua bambina», – ha spiegato, durante la conferenza stampa di presentazione a Viale Mazzini a Roma, Lino Guanciale, l’attore che a Cagliostro presta magnificamente corpo e voce. «Si parla di legami, in cui è facile riconoscersi.

Cagliostro resta su questa terra per proteggere le persone che ama, ma credo anche perché possiede la curiosità del detective, una fiamma che è impossibile spegnere».



Tutto quello che pareva definitivo viene ribaltato, attraverso una sequela di colpi di scena che premettono una seconda stagione ancora più adrenalinica, all’insegna di un conto alla rovescia che mozzerà il fiato. Poco tempo per comprendere un grande mistero che, tra gli altri, coinvolge importanti esponenti della borghesia triestina.



Un’ambientazione in grado di sostenere il racconto, azione, suspense e, naturalmente, personaggi, a cui il pubblico è rimasto molto legato. Grande umanità e capacità di veicolare temi dalla portata universale, come nel caso di Anna, interpretata da un’intensa Gabriella Pession. «Se nella prima stagione, Anna attraversa il lutto in maniera intima e silenziosa – spiega l’attrice – questa volta si muove in bilico su terreno delicato per qualsiasi donna. Ha avuto una figlia e la reazione al parto è raccontata in maniera vera, non romantica».

Esplorare temi con grande autenticità, quasi un marchio di fabbrica di questo progetto, che ha ottenuto oltre il 13% di share, inchiodando allo schermo più di 3 milioni di telespettatori. È già si parla del futuro, e di una terza stagione che potrebbe non tardare ad arrivare.



«Merito di personaggi rotti, umanissimi, interpretati con generosità», ha dichiarato il regista Carmine Elia, alle prese con una Trieste battuta dalla pioggia e perlopiù avvolta dal buio della notte. «In realtà, a Trieste c’è tanto sole, tanto mare – ha voluto precisare –. Abbiamo avuto la fortuna di girare questa fiction in una città accogliente, ricca di spazi e luce, con una Film Commission molto collaborativa». Una città che, come direbbe Saba, «se piace è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore». –
 

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