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“Runes: The Forgotten Path”, il videogioco fantasy nato tra Trieste e la Silicon Valley

È realizzato dai giovani dello studio Stormborn con tanti apporti locali. Ora è in vendita e c’è anche un cameo dell’Orto lapidario

2 minuti di lettura

TRIESTE. È da poco in vendita “Runes: The Forgotten Path”, videogioco d’avventura e azione in 3d dall’ambientazione fantasy, tra il Trono di Spade, Il Signore degli Anelli, Harry Potter, Skyrim, realizzato dai triestini dello studio Stormborn, Giacomo Lucchini e Marco Boncompagno a cui si sono uniti Alejandro Castedo Echeverri e Giacomo Marini da Perugia, con gli apporti del concept artist Alvaro Franco da Madrid e del compositore triestino Lorenzo Visintin.

In “Runes” il giocatore utilizza dei controller che simulano le mani e indossa un visore che gli permette di immergersi letteralmente nel gioco, può muoversi, afferrare e spostare oggetti, sentire le vertigini stando in cima a un dirupo e molto altro: il gioco è un’esperienza sensoriale a 360 gradi. Gli sviluppatori dello studio triestino, inoltre, hanno introdotto il “4th Wall”, con il quale si può passare dalla visuale soggettiva a quella esterna.

«Abbiamo iniziato quasi per hobby nel 2014 – racconta Marco Boncompagno, conosciuto anche come batterista (Gonzales, Glory Owl) – con un sacco di idee ma pochi mezzi a disposizione. Il gruppo di lavoro si è formato ben presto e l’interesse verso il progetto si è dimostrato subito alto. Dopo le prime fiere a cui siamo stati invitati, abbiamo capito che avremmo dovuto farlo a tempo pieno: due anni fa abbiamo lasciato altre occupazioni e ci siamo buttati a capofitto su “Runes”. A una conferenza abbiamo incontrato degli investitori di Lubiana. Un mese dopo eravamo a lavorare nella Silicon Valley, a San Jose in California. È stato un periodo pazzesco, in America abbiamo imparato cosa vuol dire gestire un’impresa».

I momenti di soddisfazione più grande?

«Moltissimi. Questa la mia top tre: la prima Gamescom a Colonia (la più grande fiera videoludica in Europa), il viaggio in Usa e la prima volta che ho testato il gioco dall’inizio alla fine».

Il gioco è ora disponibile: dove si trova?

«Online su Steam, Oculus store e Viveport; fra qualche mese anche su Playstation Store».

A chi è adatto e che piattaforme servono?

«A chiunque voglia sentirsi un mago. Il nostro giocatore ideale è un amante delle avventure grafiche che non disdegni un po’ di azione old school. Servono un buon pc e un visore per realtà virtuale (Oculus, HTC Vive o Windows). A breve anche su Playstation VR».

Continuano gli impegni?

«Il ciclo di vita di un gioco dura per anni dopo la sua uscita. Nei primi mesi si rifiniscono gli ultimi dettagli, la promozione prosegue con fiere, incontri e interviste».

C’è qualcosa di “triestino” nel vostro lavoro?

«Oltre alle nostre famiglie che ci hanno supportato a oltranza, abbiamo avuto il privilegio di lavorare con gente locale veramente forte. Per citarne alcuni Tina Sosič e Giulio di Benedetto, gli attori che hanno dato vita ai nostri personaggi con il motion capture (Giulio è anche la voce del protagonista), il compositore della colonna sonora Lorenzo Visintin e il sound designer Massimiliano Borghesi. La vicinanza con la Slovenia ci ha aperto il network che ci ha portati in America. Nel gioco, poi c’è anche un cameo dall’Orto lapidario».

L’avventura di voi “nati dalla tempesta” proseguirà?

«Stormborn continuerà a esistere, dobbiamo solo capire cosa farà da grande».

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