L’arte moderna del desiderio secondo Leopoldo Metlicovitz

Fino al 17 marzo nei musei Revoltella e Schmidl di Trieste la mostra dedicata al grande cartellonista, un percorso verso la contemporaneità

TRIESTE Se Dudovich firmava le sue opere “a gran voce”, con una grafia decisa e per esteso, Leopoldo Metlicovitz, artista dal temperamento meno estroverso, che viene considerato il suo maestro, le siglava con un monogramma e talvolta neppure con quello. Ma il tempo è galantuomo e fino al 17 marzo al Museo Revoltella e al Museo Teatrale Schmidl sarà visitabile la mostra “Metlicovitz. L’arte del desiderio”: rassegna molto accurata che, di questo artista quasi dimenticato, testimonia la strada in salita – attraverso la cartellonistica e la sua innovazione – verso la sua passione più autentica, la pittura, praticata negli ultimi vent’anni della vita. Fino al 1944, quando morì, settantaseienne, a Ponte Lambro.

Un percorso di chiara lettura verso la modernità, declinato in modo essenziale e molto contemporaneo dalla mostra, che mette in luce la bellezza assoluta delle affiche dell’artista triestino, anche molto rare e di dimensione spettacolari, che, come ha precisato il curatore Roberto Curci, «è rimasto nell’immaginario collettivo attraverso alcuni suoi manifesti di un fascino straordinario e indistruttibile».


A presentare la rassegna, ieri al Revoltella, Giorgio Rossi, assessore alla Cultura del Comune di Trieste, che realizza e promuove l’esposizione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Polo Museale del Veneto e il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Una straordinaria collezione quest’ultima, che – come ha precisato la sua direttrice Marta Mazza – ha più di 40.000 manifesti, di cui più di 200 di Metlicovitz e 600 di Dudovich.

«Una mostra – ha detto Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, che con Mazza dirige la rassegna – la quale ci restituisce l’immagine di un’epoca anche attraverso il catalogo. Sia Metlicovitz che Dudovich erano infatti triestini e Trieste ha una certa fama per il cartellonismo e fin dagli albori ha saputo creare in questo campo una scuola di artisti che si sono fatti apprezzare a livello nazionale».

Oltre ai manifesti - per varie case e aziende, con un ciclo dedicato all’automobile, e prodotti della vita quotidiana - in mostra anche la cosiddetta grafica minore (cartoline, copertine di riviste musicali e spartiti) creati anch’essi per le Officine Grafiche Ricordi e video di notevole spessore e interesse. E, tra gli eventi collaterali, uno spettacolo di danza contemporanea realizzato in collaborazione con il Teatro Rossetti. —
 

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