È un kolossal la storia di Norma Cossetto

Presentato a Roma il film di Maximiliano Hernando Bruno “Rosso Istria”

ROMA Il trailer era stato presentato alla 73° Mostra del Cinema di Venezia, ma solo quest’anno “Red Land – Rosso Istria” è stato proiettato, sempre al Lido, per i soli rappresentanti delle Istituzioni. Dopo una lunga gestazione, l’atteso lungometraggio incentrato sul dramma del confine orientale d’Italia nel secondo dopoguerra, ha avuto la sua anteprima mondiale ieri, 6 novembre, a Roma e arriverà nelle sale italiane in questi giorni.

Sostenuto dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dalla Regione Veneto, prodotto da Venice Film, in collaborazione con Rai Cinema, il film firmato da Maximiliano Hernando Bruno, porta per la prima volta sul grande schermo la tragica storia della giovane Norma Cossetto, infoibata nell’ottobre del 1943 e figura simbolo del dramma che ha sconvolto queste nostre aree di confine. L’idea era stata lanciata nel 2015, in occasione del Giorno del ricordo, abbracciata sin dall’inizio dalle associazioni degli esuli istriano-fiumano-dalmati. La spinta più forte un invito alla riflessione, ma anche alla conoscenza della storia.



Di fatto, “Rosso Istria” si presenta come un kolossal, si rivolge al grande pubblico, soprattutto ai più giovani, e si avvale di un cast internazionale tra cui figurano, tra gli altri, Geraldine Chaplin, Franco Nero e Sandra Ceccarelli. Senza rinunciare ad una struttura poetica e circolare, la pellicola ci catapulta nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos. Il maresciallo Badoglio, capo del Governo italiano, chiede e ottiene l’armistizio da parte degli anglo-americani e unitamente al re fugge da Roma, lasciando l’Italia allo sbando. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra, ma anche e soprattutto per le popolazioni istriane, fiumane, giuliane e dalmate che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre. È in questo complesso contesto storico, a cui “Rosso Istria” dedica una lunghissima impostazione, che emerge la figura di Norma Cossetto (una convincente Selene Gandini), giovane studentessa istriana, laureanda con una tesi dal titolo “Istria rossa”, rossa come la terra istriana, ricca di bauxite.

Nel complesso, la pellicola è potente, anche se paga un po’di lentezza. Geraldine Chaplin apre e chiude il cerchio attraverso l’espediente, non nuovo, del doloroso ricordo. «Io credevo che avrei dimenticato – ci racconta in apertura di sipario - invece quello che ho visto da bambina è cresciuto giorno dopo giorno». È il suo personaggio a regalarci le immagini più liriche di “Rosso Istria”, un film che quando arriva il dolore ce lo mostra, senza mezzi termini. «Il male e il bene sono ovunque», urla il Professor Ambrosini (Franco Nero) al suo nemico, «siamo solo degli esseri umani, tutti noi». E sono proprio il bene e il male i protagonisti assoluti di questo tragico racconto, messi in scena, come spesso accade nelle pellicole belliche, in maniera strettamente manichea. L’odio chiama odio, una dittatura ne sostituisce un’altra, un effetto domino di cui è piena l’esistenza e che “Rosso Istria” lascia nel fuori campo, per concentrarsi sull’orrore di questa pagina nera della nostra storia.

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