Grisancich e le storie di Fausta una Spoon River tutta triestina

Come Eduardo riusciva a creare una sintonia universale  soltanto col profumo del caffè il poeta ci commuove rimanendo in un reticolo di strade note



Per Claudio Grisancich da sempre l'universo si raccoglie nella conchiglia di ciò che è a portata di mano e il suono del mondo si può apprezzare benissimo senza spostarsi da casa. Un po’ come Eduardo che col profumo del suo napoletano ragù riusciva a creare una sintonia universale, così il nostro poeta ci commuove rimanendo nella rete di strade così ben conosciuta, piazza Goldoni, Corso Italia, Ponterosso. Sono i luoghi dove si svolge la passeggiata di Fausta Nieder, un'anziana sarta scesa in centro per comprare la stoffa per cucire l'abito da sposa per la nipote. Il flusso continuo di parole che Fausta pronuncia tra sé dà vita alle 'Storie de Fausta' (Vita Activa, 77 pagg.; 10 euro, con disegni di Laura Stor), in cui passo dopo passo si srotolano ricordi di una vita.


Nel suo andare avanti e indietro nel tempo lontano - basta la vetrina di un negozio, un angolo di strada per accendere la macchina anarchica della memoria - Fausta ricostruisce una vita come tante, il piccolo tassello di una Spoon River triestina.

Nata nel 1902, una famiglia popolare, un lavoro, quello di sarta, forse più subito che scelto ma condotto con tenacia e talento, il profumo leggero di un'effimera gloria, un matrimonio un po' così, figli mai arrivati, l'accettazione del declino.

Grisancich, fedele a una poetica delle piccole cose che però palpitano di vita, con le parole di Fausta riesce a parlare a tutti, perché anche paure, gioie e sconfitte di una sarta sono sentimenti universali che tutti siamo chiamati a interpretare sul gran teatro della vita. A raggiungere questo effetto contribuisce in modo determinate il dialetto triestino, che Grisancich padroneggia con la maestria che gli è riconosciuta e che riempie di una forza espressiva che la struttura del periodo, un monologo senza interruzioni, senza punti di sospensione, come appunto è il suono della radiofonia interiore di Fausta, rende più efficace.

Oltre a Fausta, che in una recente mise-en-espace della Contrada ha avuto la voce di Ariella Reggio, e alle sue storie, vi è un'altra protagonista della plaquette di Grisancich. Trieste: non solo fondale ma scena viva, nei cui negozi, ora scomparsi, Galtrucco, Beltrame, la Serica, si affaccia la nostalgia del poeta per un mondo che non c'è più. Quella città, come scriveva Grisancich alcuni anni fa, che un tempo "iera sparviera. L'ocio spacava el sol de mezogiorno. Vanto e trionfo incornisava el fondo de Cavana anca i bigonci d'i strazzarioi lusiva de zucaro e bubbana". —



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