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Da Trieste a Lussino con gli idrovolanti della Sisa FOTO

L’Istituto regionale per la cultura istriano, fiumano e dalmata ha inaugurato la mostra “Sisa-Trieste e Lussino al volo fra gli anni ’20 e gli anni ’30”, allestita al Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata di via Torino 8.

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TRIESTE L’Istituto regionale per la cultura istriano, fiumano e dalmata ha inaugurato ieri la mostra “Sisa-Trieste e Lussino al volo fra gli anni ’20 e gli anni ’30”, allestita (in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e l’Associazione MareCielo “Gianni Widmer”) al Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata di via Torino 8. L’esposizione, a entrata libera, continuerà sino al 3 giugno (da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30).

L’iniziativa ha origine dall’intuizione di Egidio Braicovich, presidente della “Gianni Widmer”, che già tre anni fa volle rievocare quel primo volo di linea con gli idrovolanti che congiunse Trieste a Torino nel 1926 grazie alla capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich dell’omonima compagnia di navigazione, fondatori della Sisa (Società italiana di servizi aerei).

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Trieste, il 19 maggio con l’idrovolante per ammarare a Lussinpiccolo]]

Ora il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino in una mostra storico/documentale che ci offre - da una parte - la dimensione del volo, partendo dagli esordi locali proprio con il precursore Gianni Widmer sino alle esperienze con gli idrovolanti della Sisa nell’evoluzione del volo che diventa atto quotidiano fra gli anni Venti e Trenta del ’900; ma, da un’altra parte, questa è l’occasione per gettare uno sguardo sulla vita a Lussino in quegli anni che, dopo l’incubo della Prima guerra, segnano una formidabile rinascita: giunge in visita il re d’Italia nel 1922, ripartono i cantieri navali, Lussino ridiventa meta dei vip anche grazie alla nuovissima motonave Morosini, per i collegamenti via mare, e agli idrovolanti dei Cosulich, per quelli aerei. Un’imponente messe fotografica ci dona la vita dell’isola tra scorci inediti e viste inconsuete.
 

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