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Alessandra Querzola, una triestina all’Oscar

L'arredatrice di scena di Blade Runner 2049 ha conquistato una candidatura tecnica

2 minuti di lettura

TRIESTE Quattro nomination per Luca Guadagnino. E, sorpresa, c’è anche una triestina in lizza per l’Oscar. È Alessandra Querzola, arredatrice di scena di Blade Runner 2049, che ha conquistato una candidatura tecnica. Querzola è anche in corsa per i Bafta.

Diplomata all’istituto Nordio e poi all'Accademia delle Belle Arti di Venezia, Querzola ha ottenuto la nomination per gli arredi del set del film di Denis Villeneuve, sequel del Blade Runner di Ridley Scott del 1982. Dovrà vedersela con i colleghi di “La bella e la bestia”, “L'ora più buia”, “Dunkirk” e “The Shape of water”. Per allentare lo stress nei minuti delle nomination è andata in giro per acquisti con la sua migliore amica nei negozi del centro di Roma. «Cercavo di non pensarci - ha detto a caldo - così ho preso la mia amica e sono andata a fare shopping. Dovevo comprare il vestito per i Bafta. Stavo guardando i vestiti quando ho sentito la mia amica piangere, lei li stava seguendo sul cellulare. L'ho sentita e ho capito che avevo ottenuto la candidatura. È stato liberatorio, lo stress si è allentato». Si è affrettata dunque a comprare l'abito per gli Oscar? «No - risponde - non scherziamo, non ancora! Intanto prima ci sono i Bafta, ora sto pensando all'abito per quelli, poi penserò agli Oscar».


Alessandra Querzola aveva ottenuto il Capri Award all'ultima edizione di “Capri, Hollywood”, e appunto, prima degli Oscar, la nomination ai Bafta. Ricca la sua filmografia: fra gli altri, è sua la scenografia de “Nostagia di protezione” corto di Gillo Pontecorvo del ’97, gli arredamenti de “La piramide” di Grégory Levasseur (2014), del “Ben Hur” di Timur Bekmambetov (2016) e di “Risorto” di Kevin Reynolds (2016).

Ma fra gli italiani è Luca Guadagnino con “Chiamami col tuo nome” a fare incetta di nomination agli Oscar: migliore film - un riconoscimento di grande peso - miglior canzone originale (Sufjan Stevens con Mistery of love), migliore sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory) e Timothée Chalamet migliore attore.

Uscito negli Stati Uniti il 24 novembre in quattro sale con un incasso medio per sala da record, il film sta vivendo da protagonista la stagione dei premi. Nominato a tre Golden Globes, per sei volte agli Independent Spirit Awards e quattro volte ai Bafta awards, è stato fra l’altro premiato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Sncci e come Miglior Film ai Gotham Awards. I premi, assegnati a New York, hanno visto trionfare anche Chalamet come Miglior attore emergente per il ruolo di Elio. Performance che gli è valsa anche il premio come Miglior attore ai New York Film Critics Circle Awards e il titolo di Scoperta dell’anno della National Board of Review. Anche la Los Angeles Film Critics Association ha voluto celebrare il film con tre riconoscimenti tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attore Protagonista per Chalamet. Insomma più che una corsa verso l’Oscar sembra una volata.



«Mi piace pensare che “Chiamami col tuo nome” chiuda una trilogia di film sul desiderio, con “Io sono l’amore” e “A bigger splash”», spiega Guadagnino. Che aggiunge: «Mentre nei precedenti il desiderio spingeva al possesso, al rimpianto, al bisogno di liberazione, in “Chiamami col tuo nome” abbiamo voluto esplorare l’idillio della giovinezza. Elio, Oliver e Marzia sono irretiti in quella splendida confusione che una volta Truman Capote ha descritto affermando “l’amore, non avendo una mappa, non conosce confini”». “Chiamami col tuo nome” è tratto dell’omonimo romanzo di Andrè Aciman e sarà nelle sale italiane dall’8 febbraio distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

Ma il film che ha ottenuto più candidature per la notte degli Oscar del 4 marzo, è “La forma dell'acqua” di Guillermo del Toro: tredici le nomination per il film del regista messicano. La lotta per mettere in bacheca più di un Oscar è serratissima e vede “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” ottenere 7 nomination, “Dunkirk” 8, e “L'Ora più buia” 6. E, puntuale come sempre, a Los Angeles è arrivata anche la 21° nomination per Meryl Streep. Premiata già tre volte con l’Oscar è candidata con «The Post» alla 90° edizione delle celebri statuette. Se la vedrà con Sally Hawkins (La forma dell’acqua) Frances McDormand, (Tre manifesti a Ebbing, Missouri), Margot Robbie, (I, Tonya) e Saoirse Ronan (Lady Bird).
 

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