La Cantata di Taralli per Papa Francesco

Stasera e domani, al Verdi di Trieste, e poi a Pordenone, i Carmina Burana e la prima dell’opera commissionata al compositore

TRIESTE. Stasera alle 20.30 e domani alle 18 è da non mancare l’appuntamento al Teatro Verdi di Trieste per il concerto di chiusura della Stagione Sinfonica 2017, in replica anche domenica 22 ottobre – ore 20.45 - a Pordenone quale inaugurazione della Stagione di musica del locale “Verdi” (già tutto esaurito e con l'esterno del teatro trasformato in una piccola “agorà musicale”, dove ogni pomeriggio, fino a domenica, i “Carmina Burana” sono trasmessi in filodiffusione dalle 17.30 alle 19.30.).

L’evento di oggi a Trieste si annuncia quindi particolarmente significativo, sia per il programma che prevede, accanto ai “Carmina Burana” di Carl Orff, la prima esecuzione assoluta della Cantata di Marco Taralli “Psalmus pro humana regeneratione” commissionata dalla Fondazione triestina, che per la partecipazione del Coro del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor, che si esibirà insieme al Coro della Fondazione triestina, frutto della partnership internazionale con il Teatro di Maribor per tutta la stagione 2017/18.

Sul podio, a dirigere Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e solisti – Agnes Molnar soprano, Domenico Balzani baritono, Jake Arditti controtenore – il maestro Alessandro Cadario, nome di spicco nel panorama direttoriale internazionale.

Marco Taralli, diplomato in pianoforte col massimo dei voti e un percorso formativo nell’ambito della composizione e direzione d’orchestra, è compositore eclettico e versatile, pronto a spaziare tra i più diversi generi e forme musicali e, fatto non da poco, abituato a scrivere spesso su commissione. «L’idea di questa Cantata sacra – anticipa l’artista – e la conseguente commissione del Teatro Verdi è di Paolo Rodda, che mi ha proposto di scrivere un pezzo da eseguire prima dei Carmina di Orff, ovvero la grande cantata profana per eccellenza. Per me è stata una grande opportunità che mi ha dato l’occasione di avere un insolito quanto straordinario terzetto di solisti, col controtenore a fare da elemento cardine tra soprano e baritono, che non ha un’identità personale ma serve per dare un colore diverso all’omogeneità vocale».

Maestro Taralli, com’è strutturata la Cantata?

«Premetto che sono, da sempre, appassionato di musica sacra in quanto ritengo che sia molto più vicina della religiosa alla sfera intima della persona. Perciò quando il mio editore mi ha proposto questo testo in lingua inglese, di grande valenza drammatica e interamente ricomposto dalle sacre scritture con frammenti tratti dai Vangeli, ho accettato con grande entusiasmo; al revisore del testo ho poi proposto di mettere, in un determinato passaggio, anche dei versi in latino e su questi ho sviluppato tre fugati, mentre nella seconda parte gli ho chiesto di inserire alcuni versi tratti dal Cantico delle Creature di San Francesco dato che, tra l’altro, per sua volontà il pezzo è dedicato a Papa Francesco, ritenuto la vera guida spirituale per la rinascita di una nuova umanità. Per quanto attiene alle parti cantate, i solisti non sono personaggi e non c’è preponderanza di qualcuno, ma la struttura musicale prevede un equilibrio tra tutti i partecipanti, fino alle battute finali sull’amen conclusivo cantato da tutti».

Qual è il momento ideale per comporre?

«Non ho un momento particolare per scrivere ma traggo ispirazione dal testo che devo musicare. Compongo sia a tavolino che sul pianoforte, importante è avere una scrittura sciolta perché la composizione è fatta di costruzione, di manualità, niente di estemporaneo ma un grande lavoro da architetto. Confesso di avere però una piccola mania, che è quella di scrivere in ambiente buio, illuminato solo dalle luci sul leggio».

E quando non compone?

«Faccio una vita assolutamente normale, vivo a Bologna con moglie, un figlio e due gatti, vado in palestra, al mare d’estate e a sciare in inverno. Non ho particolari hobby ma direi che il mio grande hobby è la musica, sempre e solo la musica come elemento caratterizzante e totalizzante della mia vita».

Quale consiglio darebbe ai suoi allievi di composizione?

«Di essere sempre sinceri con se stessi e leali con il pubblico, egoismo o egocentrismo non funzionano. Diceva sempre il mio maestro: siate leali e vi spunteranno le ali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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