Le Generali aprono il cuore a Venezia

The Human Safety Net alle Procuratie Vecchie

I grandi temi sociali e demografici contemporanei, dall’emarginazione al fenomeno delle migrazioni sino alla mortalità infantile nei paesi più poveri, saranno il motore del grande progetto di restauro e di trasformazione d’uso delle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco a Venezia. A lanciare questa sfida Assicurazioni Generali, la storica Compagnia dalle due anime, triestina e veneziana, nata nel 1831 e oggi tra i maggiori player globali, proprietaria dello storico immobile fin dai primi del’900.

Lunghe 152 metri, le Procuratie Vecchie si estendono dalla Torre dell’Orologio fino all’Ala Napoleonica con un portico di 50 arcate e 100 finestre nei due piani superiori. Risalenti al XII secolo furono, dopo un devastante incendio, demolite e ricostruite nel ’500 con il contributo dei più celebri architetti dell’epoca, tra cui Bartolomeo Bon, Mauro Codussi ed Jacopo Sansovino. Per secoli fino alla caduta della Serenissima furono al contempo dimora e ufficio dei nove Procuratori di S. Marco, la seconda carica più importante della Repubblica di Venezia. Il loro impianto verticale diviso in nove sezioni interne fu stravolto durante le dominazioni napoleonica e austriaca: gli ambienti furono tutti collegati orizzontalmente senza soluzione di continuità per creare un continuum spaziale tra saloni e sale di rappresentanza imperiali.

Ora il delicato lavoro di restauro dello storico immobile sarà affidato ad un archistar internazionale, l’inglese David Chipperfield, per diventare la casa di The Human Safety Net, una sorta di “movimento globale” che nelle intenzioni di Generali dovrebbe unire le comunità di tutto il mondo attraverso una rete di “persone che aiutano altre persone”. Confidando nell’effetto domino, la storica compagnia assicurativa spera che i 10 milioni di euro già stanziati per i primi progetti umanitari si moltiplichino rapidamente con il sostegno di aziende e società internazionali che verranno sensibilizzate. Tra i primi a rispondere, il sindaco di Venezia Brugnaro che ha dichiarato di voler partecipare personalmente con la sua società.

I programmi previsti da The Human Safety Net intendono offrire soluzioni concrete a tre importanti emergenze socio-demografiche del pianeta: quella dei rifugiati, offrendo loro strumenti e finanziamenti per realizzare attività imprenditoriali in proprio, quella dei bambini che vivono nei luoghi più poveri della terra, offrendo supporto a 30.000 genitori nei primi sei anni di vita dei loro figli, quella dei milioni di neonati in tutto il mondo che patiscono le conseguenze potenzialmente letali dell’asfissia neonatale, organizzando sistemi di prevenzione e cura, ma soprattutto di formazione professionale mirata. Un progetto ambizioso che Generali ha fortemente voluto fosse ospitato a Venezia, città patrimonio dell’umanità e crocevia da sempre di culture e popoli. Un restauro milionario, di cui non sono state rese note le cifre, ma che impegnerà Generali fino al 2020. Un lavoro immenso che ridarà nuovo volto funzionale ai 12.800 mq delle Procuratie Vecchie. «Nessuno stravolgimento visivo – assicura Chipperfield – e per quanto possibile un accurato restauro conservativo di tutti gli affreschi e le decorazioni ancora esistenti». Oltre ad un totale adeguamento impiantistico, l’archistar non esclude però alcuni interventi “chirurgici”, come ad esempio il frazionamento degli oltre 12.000 mq, oggi considerati un unicum catastale, in più aree indipendenti. Un cambiamento radicale per le Procuratie Vecchie: per la prima volta infatti saranno quasi interamente accessibili al pubblico, diventando non solo sede e cuore propulsore del progetto The Human Safety, ma anche ospitando fondazioni, enti culturali, mostre ed eventi prestigiosi. «Il progetto – ha raccontato Chipperfield – si aprirà all’esterno e si collegherà ai percorsi pubblici che intendono unire i cortili interni delle Procuratie Nuove, Piazza S. Marco e i Giardini Reali con l’intento di offrire una nuova fruizione della Piazza più famosa del mondo. Esclusa dal restauro qualsiasi finalità turistico-residenziale come in molti a Venezia temevano. Resta ancora in ballo invece la questione della costruzione di una mega terrazza sulla sommità dell’edificio, sulla quale sono già esplose numerose polemiche. A quietare gli animi l’aplomb di Chipperfield: «Questo palazzo ha già tanta personalità e storia, non ha bisogno di un altro architetto. Certo ci saranno delle scelte da fare e andranno prese delle decisioni. Cercheremo di farlo con la giusta dose di deferenza cercando di aprire l’edificio il più possibile alla città».

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