Cocciuta antifascista: in un libro i 20 anni di Zora Perello

Nella foto a destra, Zora Perello. A sinistra, soldati nazisti sfilano per le vie di Trieste

Appuntamento il 24 aprile alla Risiera di San Sabba

In occasione delle celebrazioni del 25 aprile l’Unione culturale economica slovena, il comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia-Anpi e l’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti-Aned (in collaborazione con la Ztt-Est) organizzano un incontro in memoria di Zora Perello. Si tratta di una serata commemorativa appunto con la presentazione del volume “Zora”: appuntamento oggi, alle 18, alla Risiera di San Sabba.

Zora Perello, figlia di una sarta slovena e di padre calabrese, rappresenta la personificazione dei traumi della storia vissuti da Trieste che sono in parte evidenti tuttora. Zora era nata a Servola il 14 maggio 1922, l’anno in cui il fascismo giunse al potere. Quando aveva solo otto anni il padre lasciò la famiglia e la madre si trasferì con Zora a San Giacomo.

Da adolescente, fece parte della gioventù comunista considerata illegale dal regime fascista e si prodigò per la diffusione dell’educazione tra gli sloveni di San Giacomo. Fermata una prima volta e condannata a sei mesi di carcere, venne nuovamente arrestata per la sua attività politica, condannata dal Tribunale speciale a diciotto anni di reclusione e internata. Rimase in prigione fino all’8 settembre 1943. Ritornò a Trieste come attivista comunista in città e sul Carso. Venne arrestata di nuovo dalla Gestapo e torturata. In prigione incontrò la dirigente comunista e tenente partigiana Maria Bernetic (“Marina”) che sarà poi senatrice del Partito comunista italiano. Deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück, Zora Perello morì il 21 febbraio del 1945.

La sua vita e la storia di Trieste ci viene raccontata dal romanzo biografico scritto da Lida Turk (1938-2015) edito nel 2005 dalla casa editrice Založništvo tržaškega tiska-Editoriale stampa triestina. Pochi mesi fa, il volume è stato inoltre pubblicato nella versione italiana: undici capitoli sono stati tradotti dall’autrice, dopo la sua morte l’opera è stata conclusa da Matejka Grgic. L’edizione è stata per l’appunto curata dalla Ztt-Est in collaborazione con l’Anpi e dalla Fondazione Dorce Sardoc.

L’incontro verrà condotto dalla storica e presidente Aned Dunja Nanut, le testimonianze verranno riportate dalla giornalista e interprete Devana Jovan e dalla poetessa Majda Artac. Due passi del romanzo verranno letti in italiano e in sloveno dall’attrice Nikla Petruška Panizon.

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