Tributo al grande Luttazzi a sei anni dalla scomparsa

In piazza Verdi sarà “A night for Lelio”, con due studenti del conservatorio assieme ai veterani Farrington, Vianello, Abrams... E il ricordo di Sergio Conti

TRIESTE. “Trieste, il jazz e Luttazzi” sono una cosa sola. Impossibile non tributargli una serata speciale, inserita ancora una volta nel cartellone di TriesteLovesJazz: “A Night for Lelio”, doveroso omaggio al maestro a sei anni dalla scomparsa, domani alle 21 in piazza Verdi (ingresso libero).

Presentato alla Biblioteca Crise, il concerto coinvolgerà due studenti del conservatorio, Mosè Andrich e Marco Battigelli e musicisti di prima grandezza (Alan Farrington, Paolo Vianello, Marc Abrams e Mauro Beggio) che riproporranno le sue musiche e alcuni brani degli autori che Luttazzi amava. Quest'anno si ricorderà anche il batterista triestino Sergio Conti, che a Roma fece parte con Luttazzi dell'Orchestra della Rai.

A fare gli onori di casa, Francesca Richetti, direttrice della biblioteca che ha annunciato la prossima riapertura dello Studio Luttazzi, attualmente chiuso per lavori. Definito “uno dei capisaldi della struttura”, l'ampliamento lo renderà ancora più ricco e fruibile. L'assessore comunale alla Cultura, Giorgio Rossi, ha ricordato l'importanza di un personaggio come Luttazzi, che ha rappresentato la città nel mondo.

Gabriele Centis, direttore artistico del festival, ha ricordato che Luttazzi ha tenuto il suo ultimo concerto proprio al suo interno, nel 2009: una serata indimenticabile. «Il trinomio jazz, Trieste e Luttazzi è inscindibile e vorremmo che il tributo a Lelio rimanesse un appuntamento stabile. Trieste Loves Jazz e... Loves Luttazzi», ha concluso Centis.

Rita Susovsky, coordinatrice della attività produttive del Tartini, ringraziando Comune e Casa della Musica che concedono ai giovani l'opportunità di suonare in contesti di prestigio, ha rimarcato «lo stretto e proficuo rapporto, che si ripete ormai da tre anni, del festival con il conservatorio e sottolineato il successo del corso di jazz di Matteo Alfonso da cui escono giovani di talento che si esibiscono su scala regionale e nazionale, approdando anche alla rassegna».

«Sono felice di sapere che Lelio è qui e ha il suo studio in questa bella biblioteca», ha affermato Rossana Luttazzi, rimarcando come la Fondazione, nata nel 2010 a pochi mesi dalla scomparsa del grande musicista, continui a operare per produrre attività culturali importanti soprattutto per i giovani (come il pianista Francesco De Luisa, che contano di riportare a esibirsi qui a novembre).

Il nonno del 24enne Battigelli aveva suonato con Luttazzi. «Sono onorato di potermi esibire in questa serata – rivela il pianista - anche perché mio nonno, Armando Candini, nel 1943, si esibiva proprio con Luttazzi: andavano a suonare di casa in casa. Per questa speciale occasione abbiamo scelto di eseguire "Legata ad uno scoglio" e "Canto anche se sono stonato”».

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